Portarsi via

a photo by MarkyBon

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Torno, che non mi sono accorta di partire. Torno con un ripieno agrodolce, di quelli che non sempre ci stanno bene. Sull’amatriciana non puoi metterci l’aceto. Torno, cercando nello scorrere sulle rotaie un motivo per essere felice. Ne trovo tanti e altrettanti che negano. In una sorta di lavagna che si proietta sul finestrino aperto sull’appennino. Una lavagna che nelle gallerie mi mostra il mio volto, con gli occhi socchiusi e le luci gialle di contorno. E poi ancora fuori, a cercare segnali, di colore, di nuvole, di uscita. E rincorro le strade, le vedo contornate di erba fresca, di timidi fiori. Rincorro le strade di ponticelli, di bordi accennati, le rincorro e le vedo diventare viottoli, poi sterrati, poi ancora strade, e poi asfalto e strisce di mezzeria. Poi di nuovo ciottolati e morbidezza di salite e discese. Si arrampicano sui monti, tagliano severe la pianura, i campi arati, quelli con le zolle vive, quelli con l’erba alta a cancellare la terra. E immagino dove finiscano queste strade. Perché le strade finiscono, vero? Hanno tutte un posto dove portarsi via. Lo spero per loro almeno.

(E.)

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Published in: on luglio 27, 2009 at 10:40 am  Comments (7)  
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