The mexican

cartier bresson

cartier bresson

Ferma sotto una tettoia di bamboo, ferma a cercare un paio di storie su cui soffermarmi, distratta dalle parole in bergamasco che ascolto, mentre il mare davanti mi ricorda che non sono in lombardia. Apro questa pagina dai giorni passati, come se fosse ancora viva, colori ancora chiari negli occhi, vividi, come li avessi qui davanti. Tavoli di plastica bianchi, sassolini sui piedi, un cappello da messicano su una parete del capanno, due celle frigo con disegni di gelati sopra, si scorge dentro un bancone, unto e silenzioso. Ferma lì, con in bocca ancora il sapore di caffè e negli occhi le onde davanti, raccolgo i pensieri, convinta che mi ricorderò tutto questo per poterlo scrivere. Che ricorderò il volto abbronzato e spavaldo del finto milanese che racconta le barzellette o del silenzioso nell’angolo che legge le notizie sportive. Convinta che questo sarebbe il posto migliore per scrivere, come un buen retiro, se questo capanno fosse mio d’inverno e se potessi metterci dentro qualcosa che me lo rendesse casa. Gli agavi intorno, i ciottoli, i fichi d’india, piccini, ripiantati dopo la mareggiata devastante dello scorso inverno. Un colore rossastro assieme al verde al grigio e all’azzurro. Un colore spietato con altri indulgenti. Come la vita. Che sorprende e scuote, riportando in bocca i sapori dell’adolescenza e poi schiaffeggia con la costanza di un pendolo e la crudeltà di una tempesta. Guardo il mare di fronte, in basso, riesco quasi a vedere il fondo sotto il pelo dell’acqua. Potrei farti venire a vivere qui, se ne avessimo il coraggio.

(E.)

p.s. il luogo raccontato esiste e tutti gli anni non posso non andarlo a trovare.

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9 commentiLascia un commento

  1. mi viene voglia di chiedere dov’è questo posto, che assomiglia tanto a quello che cerco…
    un bacio in attesa dell’inverno :- )

  2. beh, un po’ di coraggio l’ho avuto. quei tre quattro anni. Poi ho spostato il capanno altrove. Senza mare. coi piedi a terra, nebbiosi e insostenibili.

  3. Che tu voglia cambiare aria questo è chiaro, poi non dire, che ognuno nei tuoi post ci legge ciò che vuole.😉

  4. sorrido alle parole di gians. non si tratta di voler cambiare aria, ma se volessimo sintetizzare in modo crudo forse si.
    ma cosi ci levi tutta la poesia delle parole, pero`!

    il posto esiste e forse il fan ha intuito, solo che il posto preciso non so se lo conosce.
    i miei lettori silenti, o almeno alcuni di loro, lo sanno che posto sia. lo conoscono perche` ci siamo stati insieme.

    medita, il posto si chiama appunto “il messicano” e` nel luogo in cui ho passato tutta la mia adolescenza.
    un posto di mare, aspro e ospitale.

    grazie a chi ha letto e apprezzato.
    vorrei avere il coraggio di mollare tutto e di scrivere e basta, di andare a vivere al mare e dimenticare tutto.

  5. Mi hai ricordato un bungalow a Montego Bay,fare il bagno prima di colazione,scattare qualche foto,vivere ad una velocità differente.Un posto ideale per morirci.

  6. io, se vai, ti vengo a trovare. ti preparo il té e le sigarette. parlo poco e solo se interrogata. leggo tantissimo e scrivo di più.

  7. ah, e lunghe passeggiate! :-*

  8. ti capisco. Anch’io a volte avrei voglia di mollare tutto e andare via

  9. grazie, mi fai bene. Aspetto una tua e-mail


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