Nel sogno andavi di fretta

photo by making coffee

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Le cose stanno così. Chi mi ama mi sogna che corro.

E la cosa in tempi di vacche magre e di giocati i numeri al lotto potrebbe assumere tante connotazioni. Sulle quali farò finta di niente. Come è del tutto normale fare per sentirsi terribilmente alla moda.

Questo spazio è nato da una mia idea; sono sempre stata una col pallino della scrittura, pur non avendone il sufficiente talento, il tempo, la fortuna e altre decine di doti delle quali sono altrettanto sprovvista.

Proposi l’idea balzana alla donna migliore che conosca, che ho la fortuna di conoscere da oltre trent’anni, quindi da quando entrambe avevamo lasciato da poco il pannolino.

E l’esperimento partì.

Durò poco la cosa a quattro mani, del resto due donne, anche se si amano alla follia, restano donne, competitive e anche, soprattutto la sottoscritta, rompiscatole.

In realtà la mia compagna di viaggio, la spagnola del duo, in questi anni ha cambiato la sua vita, specialmente dal 10 agosto in avanti.

Insomma ci sentiamo meno, ma ci amiamo lo stesso. A modo nostro, come abbiamo sempre fatto.

Sin dai tempi in cui le passavo i mandarini sotto il banco. Sin da quando la ricordo con la parrucca da damina e il neo disegnato con il kajal.

Il tempo di dirsi le cose è rimasto fermo ad aspettare un bus, ci restano pochi scampoli di righe e una chiamata sporadica in cui alla fine ti rendi conto che volevi dire altre cose e che non hai avuto il tempo di dirle.

E allora abbiamo deciso di incontrarci nei sogni. Per parlare.

Era inverno e ti incontravo sotto i portici di Via Ugo Bassi, a Bologna, quelli che incrociano via Indipendenza. La gente creava confusione e io che ti intravedevo cercavo di attirare la tua attenzione per salutarti correndoti un po’ dietro. Io avevo avuto un incidente in Via Rizzoli dovuto a una nebbia tremenda, così fitta da non lascire intravedere nulla. Riuscii a sentire solo l’impatto dell’incidente. Io in bici, con una moto di due giovani ragazzi un po’ ubriachi. Poi proseguo e cerco di beccarti, ma tu viaggiavi con delle cuffiette e a piede sospinto per cui se non mi avvicinavo davvero non mi avresti né vista né sentita. Ti sentivo che non stavi bene, che avevi molto da fare e da pensare e che tiravi avanti col freddo della cittá. Indossavi un enorme cappotto nero, un po’ old fashioned. Ecco ti ho sognata e mi è rimasta la voglia di parlarti visto che nel sonno andavi di fretta e il pianto di Mat ha interrotto il sogno.

E per una volta quindi che ci incontriamo, a Bologna, lontane da tutto, quasi tornate indietro nel tempo, senza fretta, senza bisogno di prendere un aereo, io vado di fretta e ho le cuffiette.

E mi sono detta che la cosa sarebbe potuta benissimo accadere stamattina. Che di fretta ci vado sempre, che rubo il tempo e che prima o poi verrò condannata.

Anche se l’applicazione della legge non è uguale per tutti, almeno così dicono.

(E.)

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17 commentiLascia un commento

  1. Un legame molto forte a dispetto degli impegni e della lontananza.Una cosa preziosa,da difendere e da portare nel cuore.
    P.S. Un proverbio piemontese tradotto dice:”Soldi ed amicizia rompono il collo alla Giustizia”.Sarà vero?

  2. Mi avvicino come posso, mia cara stellina, anche solo nei sogni.
    Passeggia, non correre, e la fretta mettila a nanna, come ho appena fatto io con Matteo.

    Ti voglio bene
    Cat

    P.S. Io sono l’altro occhio della foto, quello appiccicato a quell’altro marrone piú scuro. Sono l’occhio che vive piú a occidente, dall’altra parte del Mediterraneo, ma non per questo vivo lontano.

  3. Ecco, è così. Vedi?

  4. esatto, te sei l’occhio a sinistra, io quello a destra.
    ti voglio bene anch’io.

    lanza, meraviglioso vero?
    ramone, e` proprio così.

    (un bacio speciale a Mat)

  5. Cara Emma, meglio in corsa che con tubino celeste e cappello da Martini!

  6. le cose stanno così… or non è molto Il sufficiente talento… mi consigliò la visione di simon del deserto… e da allora non ho fatto altro che vedere e rivedere gli ultimi 3 minuti del film… che detto tra di noi, qui c’è qualcuno che ha tradito… che detto tra di noi, vorrei tanto una matra simca… che detto tra di noi, dura, il film, 43 minuti, ma solo gli ultimi 3 sono quelli che ti danno lo sballo.
    CAPITO?

  7. astrid, eppure lo sfizio di vederti con l’abitino azzurro ce l’ho😉
    darioskij, non ho capito molto, ma fa lo stesso, e` un mondo difficile e bastano spesso gli ultimi tre minuti per capirlo.

  8. Succede sempre così. gli affanni personali, non ci danno il tempo per le persone anche care, una tendenza davvero scomoda, vivendo in questo modo si rimane soli.

  9. mi sono sempre chiesta com’è che a entrambe è rimasto impresso il gesto dello scambio (tu davi io magnavo) dei mandarini.
    Sará perché è stato uno dei primi sinceri gesti di condivisione e amicizia?

    miao e ….shanti shanti

  10. e comunque non eravate a Bologna, vi avrei notate sognanti e profumate di mandarino…

  11. anch’io vado sempre di fretta e vorrei avere tutto il tempo per le mie amiche. Ma forse va bene anche così

  12. Cat non so perche` lo ricordiamo entrambe, forse hai ragione tu pero`.
    Fan, no, non eravamo a Bologna, non in quel caso. (Bologna per tutte e due significa molto, quindi non e` un caso sia la citta` del sogno)
    Tess, io non ho amiche ehehehehe, non me le posso permettere.

  13. non so perché, sarà che qui a bologna oggi è il primo vero giorno di grigiore autunnale, ma leggere questo post mi ha fatto venire un nodo in gola.

    sun

  14. L’immagine di Bologna avvolta nel freddo (per me in particolare è evocativo quello pre-natalizio!) mi riporta sempre alla mente una delle amicizie più belle che la vita mi abbia regalato ! 3…una cosa sola , poi il tempo ha fatto danni , ma quanti ricordi meravigliosi!

  15. ciao sun, non so perche`, forse e` il tempo di oggi, qui a milano tanta acqua.
    koala, proprio la signorina C. ha scritto quel corsivo, io l’ho riportato.
    il tempo e` meraviglioso, tranne oggi.

  16. Non sapevo che questo fosse stato un’esercizio a 4 mani!
    Io non potrei farlo, mai : P

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