Se gli angeli sono inquieti

TV, photo by Benoit.P

Il silenzio che si staglia intorno a certi malati è sintomatico.
Paura di essere infettati.
La malattia come etichetta, come separazione fra buoni e cattivi, fra normali e non.
Il bisogno di non sentirsi emarginati, ma accolti nella comunità dei savi racconta una storia ben più lunga, ben più articolata.
Nessuna sofferenza ammette follia. E il contegno richiesto di fronte al dolore deve essere accettato come plausibile.
Paletti, limiti disegnati a matita, ma profondi come solchi sul terreno a segnare confini, rotte da non percorrere, terre che non è concesso di calpestare.
Eppure la follia è la ribellione al destino di morte che ci aspetta.
Una sorta di scarica elettrica che interrompe il flusso regolare dell’elettroencefalogramma.
E i manicomi. O come li chiamano adesso. Quegli antri infernali, quei luoghi in cui insegnano a chi si ribella come si muore. Quei luoghi raccontano storie miserabili, profonde, insulse, cariche di sogni, di speranze, piene di vuoto assoluto.
Quei luoghi custodiscono le nostre paure e i nostri mostri.
Li tengono stretti col coperchio chiuso.
E certi poeti inquieti ci insegnano che non è bene cancellare, togliere dallo sguardo.
Serve guardare in faccia il cane rabbioso e scoprire che ci somiglia.
Ciao Alda.
(E.)

Published in: on novembre 2, 2009 at 11:02 am  Comments (19)  
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19 commentiLascia un commento

  1. Scusa se oggi, Emma, esibisco il mio volto delirante, ma penso che anche la follia (o forse la solitudine che conduce alla follia) dipenda dalla mancanza d’amore.
    Ad un livello + più generale e tornando all’intenzione principale del tuo post, sono felice almeno del fatto che della Merini ci rimane la sua poesia.
    Il che non è poco, in questo schifosissimo mondo…
    Ciao.

  2. vedi Emma, alle volte bisogna sapere certe cose, ed essere realisti.
    sto toccando con mano cosa è la malattia mentale, in quanto una mia carissima amica s’è innamorata di un giovane uomo seriamente disturbato mentalmente. solo che all’apparenza non sembrava. e quando se n’è accorta ha visto nell’ordine : questo che senza motivo apparente ha spaccato i finistrini dell’auto a testate con lei chiusa in macchina, due volte mentre passeggiavano per strada l’ha afferrata per il bavero della giacca e sbattuta contro il muro urlando e girando gl’occhi all’indietro, la terza l’ha inchiodata sul letto digrignando i denti . Subito dopo torna dal suo viaggio mentale e si calma. dovrebbe curarsi ma non lo fa. lo psichiatra ha detto alla mia amica che non guarirà mai, potrà avere periodi calmi sotto effetto di psicofarmaci, se no è così.
    allora non trattiamo la follia in modo romantico come damigelle dell’800. la mia amica gioca con la morte, perchè potrebbe pure trovarsi un coltello nella pancia. lui comunque la segue, si presenta sotto casa sua, piange, implora, le scrive poesie d’amore.
    ieri è morta una donna di 41 anni strangolata dal suo amante in preda ad un raptus.
    la malattia mentale non è mancanza d’amore : sono cose serie e gravi, che si possono curare e tenere sotto controllo.
    ma non sono balli per debuttanti.

  3. carissima missminnie, tu pero` non conosci il rapporto privato e diretto che ho con la follia e l’ho lasciato fuori di qui.
    parlo in generale del distacco automatico che parecchia gente ha nei confronti della follia e delle malattie mentali, come una forma di protezione.
    sbatterci le corna sopra credo serva per capire alcune cose.
    grazie per il ballo, comunque.
    riccardo, questo per spiegare il post, che pare una sorta di epitaffio romantico.
    ho preso in prestito la morte di alda merini per parlare dei disturbi mentali e non solo, delle malattie in senso anche piu` ampio.
    quanto alla follia che derivi (e non coincida) con la mancanza d’amore temo proprio che sia riduttivo, io temo sia altro.
    tuttavia spesso il delirio e` fonte di ispirazione, di poesia, di sofferenza elevata a soffio quasi divino per chi ci crede.
    in realta` parlo di vite miserabili, non solo intendendo quelle di chi soffre in prima persona, ma alludo alla miserevole vita di chi deve stare al fianco di chi non e` cosciente, di chi spesso ti fa pentire di essere nato.

  4. Più che di malattie parlerei di devianze,di tutto ciò che non rientra nella nostra concezione della vita:dovresti vedere le facce quando parlo delle mie esperienze con gli stupefacenti.La gente deve far rientrare tutto in spazi angusti:matto o tossico non fa molta differenza,non credi?

  5. cara emma, quindi tu conosci e sai. che non è così romantico come riccardo pensa. anche nella mia famiglia c’è stato un caso di una persona che ogni tanto si faceva viaggetti in altre dimensioni, credendosi figlio di Ra o amenità varie. lo portavano un paio di mesi nelle case di cura e tornava a contatto con la realtà.
    io con uno psicotico non ci uscirei mai. lo dico così, di brutto.
    m’è bastata essere stata perseguitata dal mio ex marito che per due anni ha sofferto di manie ossessive nei miei confronti.
    preferisco le persone normali, che hanno un rapporto sereno con il mondo che li circonda, che non ti aggrediscono , non urlano, non spaccano niente, non hanno le pupille dilatate dalla coca..e neanche le braccia con i buchi.
    pure quelli già visti. e bastati.
    buona serata emma…

  6. @ missminnie e Emma:
    so bene che la follia non dipende in modo esclusivo dalla mancanza d’amore.
    Io parlavo di una mancata relazione con l’altro da sé, di un disagio esistenziale complesso e lacerante che non di rado può condurre ad un drammatico dissidio interiore.
    Con le peggiori conseguenze per sé e per gli altri.
    Non intendevo mica presentarmi come una sorta di novello Gigi D’Alessio…
    Certo, esistono determinati casi che vanno curati per via psichiatrica e farmacologica, che come tali possono quindi prescindere in toto dal quadro da me suggerito.
    Ma ho avuto esperienza di persone carissime per le quali l’approccio psichiatrico e farmacologico (peraltro errato) si è rivelato controproducente.
    A parte infatti i “determinati casi”, esiste una vasta ed oscura zona di disagio che è mentale anche perché è esistenziale.
    E che necessita dell’inserimento del soggetto all’interno di una rete sicura e stabile di interessi, affetti e che comporti per lui responsabilizzazione ed autovalorizzazione.
    Non parlo, repetita iuvant, di persone patologicamente affette da forme distruttive e/o autodistruttive.
    Mi pare del resto che la moderna psichiatria abbia una visione non lontanissima da questa.
    N.B.: so che cosa significa trovarsi il coltello di una persona cara a pochissima distanza…
    Ed ora, poiché non trovo la mia raccolta di poesie di Lord Byron, mi concederò l’ascolto dell’ultimo cd di Orietta Berti.
    Ciao.
    P.s.: semplificando… nel mio 1° commento avevo scritto: “Penso che anche la follia (o forse la solitudine che conduce alla follia) dipenda dalla mancanza d’amore.”
    Quell'”anche” non significa che la follia dipenda “solo” dalla mancanza d’amore; se l’avessi pensato avrei scritto “solo”, non “anche.”
    Non escludevo quindi affatto la presenza d’altri fattori e dimensioni.
    Il commento aveva inoltre un incipit ironico perchè in esso dicevo: “Scusa se oggi, Emma, esibisco il mio volto DELIRANTE.”

  7. La follia è prerogativa degli artisti, spiace ora per quelle poche migliaia di lettori della splendida poetessa che i fatti suoi, ai più, del tutto sconosciuta vengano a galla al momento della sua morte, non meritavano di sapere alcunchè di lei. Un caro saluto.

  8. un giorno una parola… happiness
    è più prosa che poesia… angeli di solito
    mangiano fagioli o tirano di destro
    coca a volte annunciano vincite al lotto
    e ti dicon di lottare di lasciar le menate
    e mettersi a giocare mimare minare i ponti
    e farli saltare…

  9. …sei sempre bravissima …se le matite tracciano solchi in vero a volte profondi, anche le tue parole, forse ancora da quella tastiera inglese, segnano alla riflessione

  10. I knew all the rules, but the rules did not know me
    Guaranteed

  11. buongiorno, ringrazio il prof. riccardo innanzi tutto, per la ampia spiegazione, che condivido per certi aspetti e che apprezzo davvero tanto.
    nessuno ti ha dato del gigi d’alessio, comunque, nemmeno missminnie, che pare cosi aggressiva ma in fondo non pare lo sia cosi tanto.
    darioskji, che bello rileggerti, sorrido sempre quando ti leggo, perche` con due parole dici tanto, e mi piacerebbe riempire gli spazi vuoti che lasci.
    ciao alfio, bentornato, grazie, la mia tastiera senza accenti ringrazia sentitamente.
    gians, era una scusa quella della merini, per parlare di devianze, come dice lanza, devianze e dimenticanze.
    ramone, vero, tocca presentarsi!
    ***
    On bended knee is no way to be free
    lifting up an empty cup I ask silently
    that all my destinations will accept the one that’s me
    so I can breath

    Circles they grow and they swallow people whole
    half their lives they say goodnight to wive’s they’ll never know
    got a mind full of questions and a teacher in my soul
    so it goes…

    Don’t come closer or I’ll have to go
    Holding me like gravity are places that pull
    If ever there was someone to keep me at home
    It would be you…

    Everyone I come across in cages they bought
    they think of me and my wandering
    but I’m never what they thought
    got my indignation but I’m pure in all my thoughts
    I’m alive…

    Wind in my hair, I feel part of everywhere
    underneath my being is a road that disappeared
    late at night I hear the trees
    they’re singing with the dead
    overhead…

    Leave it to me as I find a way to be
    consider me a satelite for ever orbiting
    I knew all the rules but the rules did not know me
    guaranteed…
    (E. Vedder)

  12. “che non è così romantico come riccardo pensa.”
    Missminnie.
    E potrei citare altre espressioni, letterali o meno (impostazione quindi generale del suo discorso ed in parte, anche del tuo).
    Ma non mi interessa polemizzare: penso che ci siamo capiti e tra persone che si stimano e si rispettano, non conti altro che quello.
    Invito poi (non da “prof. Riccardo”) a considerare anche il mio lato ironico ed umoristico… non vorrei mai passare per un gufo impagliato!
    Besos.

  13. ma pure io scherzo, Riccardo, ti chiamo prof spesso o no?
    ferma restando la liberta` di esprimere cio` che si desidera, non sono responsabile ne` delle interpretazioni che i miei lettori fanno di cio` che scrivo, ne` delle parole che usano.
    ti ringrazio sempre per gli spunti e le riflessioni, che non per forza debbono essere condivisi.
    per quanto mi riguarda non cerco consenso, credo nemmeno tu, data la tua intelligenza.
    un saluto caro.

  14. non è romantico un malato mentale.
    venerdi sera, dopo una settimana di normalità, la mia amica del cuore è finita al pronto soccorso perchè il suo “fidanzato” malato mentale ha tentato di strangolarla.
    non c’è riuscito, per un caso fortunato.
    più “malata ” lei che ha cercato di considerarlo normale, convincendosi che i periodi di pausa fossero sintomi di una guarigione miracolosa.
    forse questa volta capirà.
    lui, dopo un’ora, le mandava sms lucidi, chiedendo scusa.
    purtroppo, nonostante la denuncia, non l’hanno portato al repartino. gira per la città, in attesa di sentire che una voce da dentro scateni la violenza.
    non penso di essere aggressiva, gentile ospite di questo blog, semplicemente dò un nome esatto ad uno schizofrenico.
    buona notte.

  15. @ Emma: tutto chiaro e chiarito, davvero!
    Un caro saluto anche da me e buonissima giornata.

  16. missiminnie: ti inviterei a rileggere il mio commento del 3 novembre… MA nel suo complesso.
    E certo anche quando dico: “Certo, esistono determinati casi che vanno curati per via psichiatrica e farmacologica, che come tali possono quindi prescindere in toto dal quadro da me suggerito.”
    Non idealizzavo quindi (in via romantica o in qualsivoglia altra) chi soffre di disturbi mentali gravi.
    Naturalmente, se continuerai a vederla ed a vederMI così, non potrei farci niente; il mondo è bello perchè è vario.
    Ed altrettanto dicasi delle persone.
    Ciao.

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