Green plastic watering can

Mi piacciono i ritratti.
Scritti, fotografati.
Quelli sconditi, fatti di pure rughe di tempo, di giorni scompigliati di vento, di nevischio che non arriva a poggiarsi sull’asfalto.
Mi piace scoprire il silenzio negli sguardi delle persone.
Eppure non amo molto la gente. Penso di esserne affascinata, ma di sentirmene distante.
Come quando una vetrina ammicca dall’altra parte della strada, piena di luci e di colori, e la si lascia dov’è, non le si corre incontro.
La falsità mi spaventa. Quella di cui ci si veste, di cui ci si copre.
Coi vestiti, le parole.
Mi piacciono i ritratti letti sui libri, in cui si scoprono le persone da parole messe una dietro l’altra a comporre un mosaico. I ritratti accennati, come tratti di lapis, o slavati come acquerelli a raccogliere il cielo luminoso che si affanneranno a riprodurre.
Mi piacciono i ritratti muti fotografati, messi sui cataloghi. Di persone che senza parlare dicono tutto.
Eppure la gente, quell’ammasso di cuori, di vite, di fango, spesso la rifuggo, pur sorridendogli senza un motivo ferma ad un semaforo.
La verità è che mi piace guardarla, attraversarla la gente. Mentre cammino con la musica nelle orecchie.
Proprio in quel momento il mondo mi pare meraviglioso.
Colorato e lento. A tempo.
E mi piace costruire storie o lasciarle fluire dai passi e dalle note.
Vedere nelle pieghe dei volti un racconto irraccontabile, che si svela senza mistero nel briciolo dell’attimo dell’incontro.
Se solo potessi essere ciò che vuoi.
O fossi ciò che voglio.
Se solo potessi vedere anche tu ciò che vedo io, tutto questo silenzio, questa gente muta, potrebbe parlare.
Sentiremmo la sua voce. Anche con le cuffie nelle orecchie.
Come sentiamo la voce delle piante al sabato mattina. Con in mano il nostro annaffiatoio di plastica.
(E.)
Published in: on febbraio 9, 2010 at 10:45 am  Comments (7)  
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7 commentiLascia un commento

  1. leggerti mentre scorrono i Radiohead è un piacere. Buon fine settimana

  2. E io che mi sono buttato in politica.. leggerti mi ha ridato in pizzico di serenità, Tess ha ragione. Buon we.

  3. quante sintonie tra le nostre parole. spesso, leggendoti, ho la stessa sensazione che si prova rileggendo scritti propri di molti anni prima… ti abbraccio, grazie.

  4. Va bene, ritorno a leggerti. Tu ritorna a scriverti.

  5. Cara Emma anche se non ci sentiamo o scriviamo, c’è sempre attenzione,
    ora mi farebbe piacere che tu venissi al bar virtuale di GdS da me c’è il
    comunicato stampa, ciao

  6. Un abbraccio.

  7. attraverso un periodo particolarmente affannoso, in cui se avessi del tempo in piu` forse dormirei piuttosto che dedicarmi alla socialita` virtuale, in ogni caso credo che alla mancanza di tempo si aggiunga anche una sorta di disillusione maturata per lo strumento.
    dipende dall’uso che se ne fa.
    credo di preferire lo spazzolino da denti, per esempio.


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