Di tre quarti

photo by ELIGIUSZ LANGNER

La durezza delle cose.
Che a volte paiono meno dure, capisci che lo sono solo quando ci finisci contro.
Entrare placidi in acqua, lasciarsi fluttuare, quello dovrebbe essere il senso.
Solo che nell’acqua trovi pesci di tutti i tipi, per non parlare delle chiazze di petrolio, delle mucillagini e delle cose che non si vedono, che sono le peggiori.
E allora vien voglia di tuffarcisi a muso duro, per non pensare, tapparsi il naso come fanno le bambine nella piscina dei piccoli, e prendere il muro d’acqua tutto davanti.
Che se sopravvivi forse dall’altra parte ci arrivi.
La durezza delle cose.
Dei silenzi, delle parole.
Delle cose raccontate, che quelle fisiche le puoi tastare, le puoi vedere come sono fatte.
Dei simboli quindi.
La durezza dei simboli.
Quanto contenuto inutile e doloroso, quanta storia buttata a marcire come fiori impresentabili dopo una settimana in un vaso.
Contenuto.
Esserci dentro e non volerci stare.
Nel contenuto.
Che il contenuto degli altri non ci calza mai a pennello, è come un vestito di anni fa, che sappiamo un giorno poteva andare, che la giovinezza rende ogni straccio una meraviglia.
Ma adesso resta uno straccio.
E volere essere forma.
La forma di una bicicletta, snella e indipendente.
Ma anche le forme, da sole, non vanno da nessuna parte.
(E.)

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5 commentiLascia un commento

  1. Ci si indurisce con il passare degli anni, credo sia fisiologico, la vita di ogni giorno offre troppo spesso i vaccini per far fronte a tutto e superare tutto con la massima indifferenza. A volte si dovrebbe davvero chiudere il naso e gli occhi, per cercare di rimanere il più incontaminati possibile, anche se contemporaneamente questo è il peggiore dei rimedi. Un abbraccio.

  2. la sostanza

  3. infatti… vorrei vederti di 3 quarti
    e vorrei che tu mi vedessi di 3 quarti
    e poi ci scorticassimo nel mitico 4° quarto
    al mitico madison garden… mettiamo ci un po’ ccome ci piace… o in battere o in levare ma sempre di 3 quarti… per sgusciare meglio, immagino.
    sempre tuo
    da.

  4. Sono così stanco. Persino nei giochi di ruolo ci si scambia parte all’occasione.

  5. E le parole si sovrappongono alle parole,alle parole,alle parole……


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