L’eau chaude

Lo sapevate che le ditte edili in Italia evadono il fisco e hanno lavoratori irregolari, senza contributi e senza documenti? Ma no! Lo hanno scoperto solo in questi giorni i furbi finanzieri.

Se accettassero altri getti di acqua calda, direi che sono gli stessi che non predispongono misure di sicurezza e che contribuiscono ad innalzare il numero di morti, occulti e non, sul lavoro.

Il lavoro. Questo strumento di emancipazione e di lotta, questa elemosina che elargiscono per ricattare il tuo senso morale e farlo precipitare sotto i piedi.

I padroni. Che chiedono di tener duro. E tu vuoi vedere in quelle parole immagini di supporto, di aiuto, vedrete che prima o poi arriva un sostegno. E invece il futuro è lo stesso di adesso. Solo che non promettono più nulla, dicono solo tieni duro. E la differenza col passato è che prima ti raccontavano favole meravigliose. E tu ci credevi.

Adesso le favole le raccontano fuori di qui, e a loro viene da ridere, quindi fanno gli annoiati e dicono di capire.

Ti capisco. Eccome se ti capisco.

(E.)

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fiat voluntas dei, jesus chrysler supercar

ora pro nobis

Published in: on Mag 6, 2009 at 9:10 am  Comments (6)  
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Chercher à noyer le poisson

Maker: Eadweard J. Muybridge (1830-1904) Title: Jumping; running straight high jump – Date: ca. 1884 – 1887 – George Eastman House Collection

La cosa che mi ha sempre affascinato, a parte la lingua in sé e il suo attraversare i tempi, le tempeste, le carestie, le influenze, le conquiste e le disfatte, sono certi modi di dire, unici.

E ci sono certi scenari deliziosi su cui far muovere i nostri personaggi, come maschere di teatro, maschere di gesso, tragiche e grottesche.

Fare cedere una persona, snervandola. Tramortirla, sino a farle dimenticare il motivo del contendere.

Sono un po’ così anch’io, ma sorrido al solo pensiero di essermi messa così sul bancone del pesce. Nuda.

Ma ci sono mercati e mercati e taluni pescivendoli sui moli delle nostre isole siciliane per esempio, come delle isolette greche poco affollate di turisti, hanno il loro fascino e la loro poesia rugosa, nascosta sotto strati di sale e di vento scolpiti sugli zigomi.

Ma l’espressione, noyer le poisson, evoca i tempi moderni e le corse di chiacchiere verso il nulla, non tanto l’abilità del pescatore di fare cedere il pesce che ha già abboccato dal proseguire a muoversi vorticosamente, lasciandolo in una pozzetta d’acqua, in poco spazio da fargli perdere le forze. Da l’epuiser, direbbero i francesi.

Alludo alle chiacchiere distraenti, alle tecniche di marketing del distrai il cliente per fregarlo meglio. A certe caricature di ammaliatori di serpenti, di casanova da quattro soldi, di parroci di campagna in delirio di onnipotenza.

Alludo a questo mondo che rotola giù senza mister muscolo, in un ingorgo di inutili chiacchiere che viene voglia di spegnerlo e di dormire.

Eppure il sonno tarda ad arrivare.

(E.)

Published in: on Mag 5, 2009 at 10:29 am  Comments (3)  
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Discorsi su suini e menopausa

Vengo rimproverata bonariamente di scrivere cose criptiche, forse si tratta di cose solo con vari significati, con vari strati di lettura, ma tant’è e pazienza, piacere a tutti è un brutto segno, anche a molti. Grunf!
Ricevo aggiornamenti tutti i giorni dai miei colleghi in Messico. Ascoltavo in radio stamattina una coppia di sposini che partivano per Città del Messico, dicendo beh andiamo, poi si vedrà. Useremo le mascherine. Un buon modo per far la luna di miele.
Duemila ospedalizzazioni, bar chiusi, teatri chiusi, scuole chiuse.
Suino Lei e Suo fratello!
Noi di suini ce ne intendiamo.
Il più importante da noi ha una bellissima chioma e zoccoli col rialzo.
E anche se risponderà che chi lo accusa di attorniarsi di suini e di rotolarsi con loro nel fango è solo affetta da menopausa e di ciarpame capisce tutto visto che lei alle feste dei diciottenni non è invitata, io dico: fra veline, principi, nani, sorelle del grande fratello, fratelli di sorelle di cugini e magistrati cui prontamente si da del cialtrone incapace, costituzione e carta igienica, grufolare è il mestiere che ci viene meglio.
So pig who will read it! Dig it?
(E.)

Published in: on aprile 29, 2009 at 11:40 am  Comments (10)  
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Musique silencieuse


L’homme moderne stressé, devrait écouter de la musique silencieuse di Benoit.P

L’uomo stressato dovrebbe ascoltarla, dice Benoit.
Illuminante.
Per elevarsi dalle sue miserie.
Ma perché silenziosa?
Come si fa uno show di musica silenziosa?
Stamattina sentivo la musica negli occhi, una musica che non fa rumore, ma che si infrange e rincuora, precipitando sulle lenti abbrustolite per guardare il mondo.
Mai vista la luce quando finisce fra l’occhio e la lente?
E proietta sulla lente l’immagine delle proprie palpebre, con le ciglia e le pieghe?
Ho pensato a quanti anni sono passati dalla prima volta e a quante volte ho cercato di vedere la pupilla e le efelidi.
Ho pensato alle pieghe nuove e ho pensato a quante ne vedrò nei prossimi anni.
La musica della luce sulle pieghe.
Ho visto nelle linee la mia vita, senza far rumore.
L’ho vista senza poterla toccare.
Proiettata come un quadro astratto, carica di note e di curve.
Musica, per chi ha gli occhi per poterla ascoltare.
Ho immaginato il tempo che vedrò cantare sui miei occhi e sugli angoli di questo concerto di luce, tutto privato, e a quando ricorderò linee dritte e suoni puliti, incontrando onde increspate e suoni dolenti.
(E.)

P.s. per riflessioni supplementari vi invito fortemente a cercare in Proust la sua visione della musica, anche silenziosa,  il libro di Götting “La Symphonie Silencieuse”, Jef Lee Johnson e “la Chanson silencieuse” e gli esperimenti di Bell Orchestre.

How to make

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Maker: Mrs. Benjamin F. Russell  Title: Woman making American Flag Date: 1910
George Eastman House Collection

Fatta l’Italia tocca fare gli italiani.
Fatta nel senso di fregata. Non nel senso dazegliano.
Fatta, disfatta, rifatta.
Fatta con le messe, con le promesse, con le rimesse.
Disfatta con le tombe, con le trombe, con le bombe.
Rifatta con i cerotti, con i biscotti, con i pulotti.

E` fatta.
Se sapete cucire poi, si fa meglio.
(E.)

Published in: on aprile 14, 2009 at 10:11 am  Comments (16)  
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La cagoule

In Francia si cerca di interdire la presenza di incappucciati nelle manifestazioni.
Una sorta di protezione dalla immunità dell’anonimato.
L’anonimo è violento. La propria faccia fa la differenza.
L’essere riconosciuti, scoperti.
Proibire il nascondersi.
Proibire. Nascondersi.
Vorrei poter pensare che il primo verbo possa aver senso senza essere collegato a schiacciare.
Vorrei poter pensare che i modelli cui ci si ispira siano davvero tali. Integri uomini che fanno il loro dovere.
Che mettono la loro faccia, che si sottopongono al giudizio senza fuggire, senza nascondersi.
Eppure quei modelli proibiscono per nascondere. Di essere colpevoli.
Come chi indossa la cagoule per fare del male.
Fosse facile cancellare il male tagliando i cappucci.
Fosse facile fermare gli scemi con un bavaglio.
Gli scemi li fermi insegnando loro che chi sbaglia paga, sempre, anche se è il re.
(E.)

Published in: on aprile 9, 2009 at 10:16 am  Comments (18)  
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Uomini bianchi con gli occhi azzurri

la foto è di James Good

Con gli abiti talari.
In un periodo di foto di gruppo e promesse, di ammortizzatori che non smorzano affatto, di oscillazioni da curve di montagna e da allarga la tua casa che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola ci cadi dentro anche tu.
In questi giorni di reality e di famiglie con tanti figli, inesistenti, di sogni attaccati con i post it sul bordo di uno schermo.
Nei giorni di questi scontenti in cui anche la chiesa si impietosisce e promette soldi e aiuti alle famiglie, le notizie non arrivano. Pare che solo fuori da questa nazione la gente protesti e resti senza un lavoro.
E non è così.
In questi giorni una realtà italiana prestigiosa, l’ultimo baluardo della ricerca italiana, è in agitazione e rischia di chiudere i suoi battenti.
I proprietari sono preti.
Ma non dovevano aiutare i malati o li sanno aiutare solo come hanno fatto a Serra d’Aiello? E aiutare i malati non significa fare in modo si trovino i rimedi per farlo?
La ricerca non riscuote molto successo in Italia, lo sappiamo.
Inutile ci raccontino gli imprenditori che vogliono si allenti la pressione fiscale per investire più allegramente sulla ricerca.
Fumo negli occhi.
Per salvare le chiappe del 5% del mondo ci siamo caduti dentro tutti.
E ci hanno levato la speranza. Quella di potercela fare, di riuscire ad elevare le nostre menti, se non possiamo elevare altro.
Quella di scoprire, di contribuire alla crescita del mondo.
E invece paghiamo la scelleratezza di pochi e la cecità di molti.
I preti ammoniscono sul paradiso, che ci attende. E di paradiso oltre al Liechtenstein e alle Cayman nemmeno loro sanno.
E mentre i presunti grandi, coi rialzi sotto le scarpe e la voce sempre troppo alta, fanno finta di lavorare, fuori il mondo scorre e avrebbe davvero tanta voglia di lavorare.
Senza elemosine.
(E.)

Published in: on aprile 3, 2009 at 10:32 am  Comments (4)  
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Non tutti i mali

la foto è del solito, bravo, BNCTONY (Tony Aubry)

Giusto il tempo di espatriare per tornare e rendersi conto.
Che la primavera accarezza le finestre.
Che c’est Fini.
Che le barzellette sono sempre le stesse e non fanno più ridere.
Che noi mangiamo con meno burro.
Che volendo si possono mettere le ballerine.
Che le banche non sono poi così salde come volevano farci credere.
Che si torna in trincea tutti i giorni, anche se da noi, per fortuna, è solo un modo di dire.

I mali e i nocimenti.
Ma tutto il mondo è paese. Il partito socialista si riuniva ieri in Francia nella primavera delle liberta`. Non c’è piu` religione, libertà e primavera nella stessa frase. La domanda più ricorrente fra i partecipanti: ma ci sono match di calcio oggi?
Obiettivi: sviluppare la solidarietà e la fratellanza.
Quindi libertà evocata e anche fratellanza.
Libertà ch’è si cara…
L’uguaglianza può aspettare. Altrimenti ai banchieri cosa diciamo.
(E.)

Altrove

Le trasmissioni religiose nei prossimi giorni trasmesse da France 2 saranno accompagnate dal logo della campagna della lotta contro l’AIDS.
Quando i francesi decidono di manifestare si ferma il paese.
Non esistono più le mezze stagioni.
Siamo sempre meglio noi.
Lo scrittore Frédéric Beigbeder non ama più scrivere su facebook, non ama più le relazioni virtuali, chiuderà il suo spazio, esprimendo la deriva intellettuale del virtuale e non solo quella intellettuale.
Molti di voi si chiederanno chi è Beigbeder. Direi che è un simpatico nichilista edonista. Un sobillatore, un pioniere, un matto, un cartone del latte.
Ma in un mondo di cartoni di latte, più o meno scaduti, più o meno avvelenati.
In un furgone pieno di orci d’ olio, l’uno che sfrega sull’altro.
In un luogo comune su cui si scivola.
In un pianeta di governanti sorridenti e di talk shows, ogni tanto tocca sperare di essere spediti altrove.
(E.)