Escapologia

Giustizia - Cappella degli Scrovegni - Giotto

Giustizia - Cappella degli Scrovegni - Giotto

I viaggi e le evasioni. Interpretazioni, semplici scomposizioni delle parole.
Davanti al secondo caffè della giornata, col ricordo del primo ancora negli occhi, assonnato in cerca di conferma di sole fuori, fra le tende e gli alberi.
Liberarsi dalle catene. Senza leggi ad hoc.
Liberarsi dalla camicia di forza. Senza corrompere nessun secondino.
Fuggire.
Non si torna indietro dopo. Anche se spesso ci viene concessa una seconda occasione.
E nessun illusionismo ci riporta indietro la coscienza, se essa è stata ingoiata dal mostro di passaggio, travestito da occasione, da denaro, da comodità, da salvezza.
E nessuna religione o filosofia.
Nessun rimedio, appiglio. Nessun gancio per arrivare in cima a mani nude.
Perchè siamo costruiti con carne e illusione.
Con un soffio di vita nel mezzo.
“Se dici  ad una capra di disegnarti dio, disegna una capra”.
(E.)
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Otto per Mills

Tempo di dichiarazione di redditi, tempo infame per molti. Non l’ho mai vissuta così, forse perchè non ho mai avuto tanti soldi da poter dire che pago troppo. Botte da orbi e Torino pare in questi giorni l’unica parte d’Italia che non sia ipnotizzata da Letizia e Moratti. E dai soldi facili, da quelli che non si dichiarano e da quelli che paiono piovuti dal cielo. A miracol mostrare. Ma basta parlare del nostro Premier. Lasciamolo fare ai suoi avvocati. E alle sue televisioni. Ai suoi giornali. Ai suoi dipendenti. Ai suoi elettori.

100 euro di multa per aver detto “Ti vedo, Sarkozy”. Un professore di filosofia è stato multato di 100 euro dalla polizia giudiziaria, per aver gridato in cinque minuti una sessantina di volte (contate anche) quella frase durante una perquisizione della stazione di Marsiglia, costringendo la polizia che effettuava le perquisizioni ad interrompere (per molestie uditive?) la missione che stava svolgendo.

Ecco. Ogni tanto scopriamo che stanno peggio di noi. E sorrido ancora per l’imposizione che la sentenza diventi esecutiva dato l’ammontare dell’ammenda. Non si puo` fare appello se il valore non superi i 150 euro. Ogni tanto la magistratura non è contro il regime.

Mi sa che qualcuno va a farsi processare Oltralpe. Nel frattempo pensate ai vostri soldini e devolvete.

(E.)

Published in: on Mag 20, 2009 at 9:37 am  Comments (8)  
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How to make

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Maker: Mrs. Benjamin F. Russell  Title: Woman making American Flag Date: 1910
George Eastman House Collection

Fatta l’Italia tocca fare gli italiani.
Fatta nel senso di fregata. Non nel senso dazegliano.
Fatta, disfatta, rifatta.
Fatta con le messe, con le promesse, con le rimesse.
Disfatta con le tombe, con le trombe, con le bombe.
Rifatta con i cerotti, con i biscotti, con i pulotti.

E` fatta.
Se sapete cucire poi, si fa meglio.
(E.)

Published in: on aprile 14, 2009 at 10:11 am  Comments (16)  
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La cagoule

In Francia si cerca di interdire la presenza di incappucciati nelle manifestazioni.
Una sorta di protezione dalla immunità dell’anonimato.
L’anonimo è violento. La propria faccia fa la differenza.
L’essere riconosciuti, scoperti.
Proibire il nascondersi.
Proibire. Nascondersi.
Vorrei poter pensare che il primo verbo possa aver senso senza essere collegato a schiacciare.
Vorrei poter pensare che i modelli cui ci si ispira siano davvero tali. Integri uomini che fanno il loro dovere.
Che mettono la loro faccia, che si sottopongono al giudizio senza fuggire, senza nascondersi.
Eppure quei modelli proibiscono per nascondere. Di essere colpevoli.
Come chi indossa la cagoule per fare del male.
Fosse facile cancellare il male tagliando i cappucci.
Fosse facile fermare gli scemi con un bavaglio.
Gli scemi li fermi insegnando loro che chi sbaglia paga, sempre, anche se è il re.
(E.)

Published in: on aprile 9, 2009 at 10:16 am  Comments (18)  
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Le cose come stanno

 “A mesma língua” Antônio Henrique Amaral – xilogravura 1967 – Brazil

Mentirsi è un po’ come respirare.
Si perde più tempo a raccontarsi la verità. Si preferisce non approfondire.
Si sente maggiore il peso delle parole che quello del silenzio.
Eppure il vero macigno è il silenzio.
Liquidato il problema con la scappatoia peggiore. Il peso. Volumetrico, reale, aereo, terrestre. Un peso qualunque.
Basta darlo a se stessi e lasciare in pace gli altri, che se ci dicessero qualcosa saremmo obbligati a rispondere.
Più facile tenere il peso. Sullo stomaco.
Severi e autocritici. E tanti saluti.
(E.)

P.s. Quando lascia le sue fidanzate almeno distribuisca qualche numero di telefono…

Published in: on marzo 11, 2009 at 9:47 am  Comments (5)  
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The seasons know exactly when to change

Maker: Shin-E-Do Title: Japanese woman with mirrors Date: ca. 1890 Property: George Eastman House Collection
Illusioni di primavera, azzurri improbabili nel cielo e canzoni disegnate fra le nuvole.
I fine settimana volano sulle ali di certezze costruite su ciotole di riso e riso di labbra scavate dalla pioggia di asfalti consumati.
Come la gentilezza non conosce vergogna, e si vergogna piuttosto di essere ancora in piedi nonostante il fatto sia ignorata, senza pudore alcuno.
Come il sole sa sin dall’inizio del tempo che gli tocca salire e scendere, tornare indietro e bruciare con le stelle lontano e poi tornare a specchiarsi nei laghi dei nostri giorni.
Come le cose belle non hanno un prezzo e non chiedono nulla per esserci e il solo fatto di guardarle è il modo per ripagarle.
Come le canzoni che sui tetti lì fuori danzano sotto ombre allungate verso ovest, tendendo le loro dita a toccare orizzonti di montagne visibili solo quando è così limpido.
Come il collo sotto a questa giacca ancora pesante cerca di trovare spazio e di uscire allo scoperto.
Come un giorno di gioia sperata, di camuffati foulards di seta, di desiderati raggi di fiori sui terrazzi. Come un giorno come gli altri, che si differenzia solo perché viene guardato dritto negli occhi, senza passare distratti.
Come tutti questi giorni.
Le stagioni sanno esattamente quando è il momento di cambiare.
(E.)
Published in: on marzo 9, 2009 at 10:33 am  Comments (10)  
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How to say a lie

qui sopra una foto di oldbeachris, una immagine notturna nella città di orton

Perché io ti conoscevo e ti amavo anche in passato virgola ancora prima che tu esistessi virgola perché solo dopo averti incontrata sono diventato cio` che sono punto

Abituati alle bugie ci pare anche questa una gran bella cosa da sentire.
Con punteggiatura orale e calcoli da finanza creativa.
Il 2009 ci dicono sarà peggiore del 2008 e che forse forse nel 2010 ci sarà una crescita del -0.7%, mentre il parlamento cinese si è riunito per l’unica volta all’anno solo per ratificare i provvedimenti del premier. Nel frattempo scopriamo che Obama si sta imbiancando e il mondo trema con la General Motors.
Ok, dicevamo?
Ti amavo anch’io virgola prima di sapere come i miei genitori mi avrebbero chiamata punto

(E.)

Published in: on marzo 6, 2009 at 11:47 am  Comments (8)  
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Qu’est-ce que t’en penses?

Siamo sicuri che quando viene chiesta la nostra opinione davvero la si vuole conoscere ?
O è piuttosto una delle forme di democrazia che nasconde la più becera tirannia?
O nasconde una mancanza di idee o soluzioni che si cerca di mascherare nei confronti del prossimo?
O semplicemente è un modo per non dire che non si pensa niente?
Dite la vostra, fate il vostro telegiornale.
Dite la vostra, suggeriteci come servire i cittadini.
Che ne pensi, tu? Sono aperto ai tuoi suggerimenti.
Si cresce sempre ascoltando gli altri.
Ma quando smetteremo di raccontare barzellette e di prendere per i fondelli?
Dite la vostra purchè taciate.
Il coraggio certe volte è così naturale.
(E.)

Published in: on gennaio 28, 2009 at 9:40 am  Comments (10)  
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