No talking ‘bout the rain, no more

Ci torno sempre.
Quando ho bisogno di trovare un posto che raccolga tutti i miei pensieri e che non me li restituisca, quando cerco un luogo onesto che non faccia nulla per piacere.
Torno nel bar sotto al mare.
Un posto in cui il tempo pare non sia mai passato. Le stesse mani, le stesse gambe intrecciate, i sapori nitidi della giovinezza, che torna a sedersi al tavolo accanto, come se non se ne fosse mai andata.
E riporta il profumo di zagara, si specchia coi capelli lunghi e gli scarponi sempre troppo grandi, percorre strade sconosciute e disegna dall’alto i campi come fossero figure geometriche.
Una giovinezza che dura il tempo delle immagini di una canzone o di un paio.
Che pare abbia ripreso forza, che debba restare lì e non andarsene lasciando il conto da pagare.
Il bar c’è sempre.
E la musica pare sia fatta per questo.
Che non ti accorgi, ma quando vuoi puoi tornare lì.
E svegliarti, ancora, in una mattina qualunque, a vent’anni.
(E.)
Annunci

In a bar, under the sea

sotto la copertina del libro, disappointed in the sun, da ascoltare

Ricordo una casa di legno, nel torinese. E io scalza che guardo fuori, il monte di san michele, la campagna intorno, una luce fioca di un mattino di un sabato qualunque, dieci anni fa.
Ci sono storie che si accavallano e si costruiscono come se fossero vere, che a volte fai fatica a stabilire se lo siano o meno.
Ascoltavo questa canzone.
E ho costruito una specie di storia.
Avevo letto anni prima un libro di Benni, di ventiquattro racconti, con ventiquattro storie che fanno il verso al nostro modo di vivere, alla realtà che supera il surreale.
Insomma avevo immaginato una storia così.
Una libreria straniera, due belgi dentro che cercano l’ispirazione per un disco.
Ed ecco il bar sotto il mare e le sue storie, il cane, la pulce, il vecchietto, il barista.
Vengono quasi fuori le parole e la melodia, con un pianoforte in sottofondo, che quasi pare di sentire il barista che serve qualcosa, senza parlare della pioggia lì fuori.
Che la pioggia lava via e invece il mare entra, non puoi tenerlo fuori.

Fra i racconti questo:
C’era un uomo che non riusciva mai a terminare le cose che iniziava. Capì che non poteva andare avanti così. Perciò una mattina si alzò e disse: “Ho preso una decisione: d’ora in poi tutto quello che inizie…”

(E.)

P.s. aggiungo dopo segnalazione di Gds il link sul “leggosaviano”, iniziativa del 24 ottobre a napoli, cliccate qui per saperne di più, e se siete da quelle parti fateci un salto.
Published in: on ottobre 22, 2008 at 10:01 am  Comments (19)  
Tags: , , , ,