Dire bugie mentre si muore

bresson

cartier bresson

Oggi proprio mi va di scrivere scrictu sensu di me.

Uso questo spazio come disse un certo asino tanto tempo fa come fosse un diario di una adolescente mestruata. Mi sentii offesa quando lessi questo commento quando io scrivevo di ben altre cose che di personali sensazioni. Ma il senso era chiaro. Anche se attaccava me in quanto donna, risaputamente priva di contenuti al di là di quelli dello shopping e delle vacanze ai caraibi, in fondo al mio corazòn la pensavo anch’io cosi.

Ho sempre amato scrittori uomini, come se in loro trovassi il respiro che mi mancava leggendo la maggior parte delle donne. Dovute eccezioni, esemplari, eccelse, a parte. (Sorvolo volutamente, ma non col pensiero, su utilizzatore finale e sulle donne vituperate e svilite)

Ma non aveva tutti i torti l’asino anche se non vorrei saltaste subito voi donne che leggete, non scandalizziamoci se spesso parliamo di moccolosi e di unghie laccate, non tutte, per fortuna, e non scandalizziamoci se anche quando non lo facciamo non scriviamo benissimo.

E dunque questa avventura, nata in due, donne per giunta, e poi proseguita sin da subito da sola, oltre alla rivincita personale vuole essere anche un tentativo di distaccarsi dal diario, ma di non disquisire sui massimi sistemi, da scienziato avulso dal mondo pulsante e poco edificante che nuota intorno alle provette di fronte.

Davo un’occhiata stamattina alle chiavi di ricerca con le quali si giunge da me, su questo divano sgangherato, un po’ demodé.

E ho scoperto misteri incomprensibili, misteri della fede: uomini con gli occhi di fuori, rene magritte il principio di incertezza, “chi sta in alto dice”, dire bugie mentre si muore, donna capelli corti, buttate ogni opera in versi e in prosa.

Mi sono accorta che queste chiavi mi rappresentano perfettamente e non riesco a capacitarmene.

La cosa più interessante è proprio quel dire bugie mentre si muore.

La cosa peggiore, più becera.

Detesto chi mente, un tag utilizzato spesso è appunto bugie, come fossero i reati peggiori.

Mentire sapendo di andare verso la fine poi, tutti i giorni, è quello per cui protesto, quello per cui mi scaldo tutte le volte.

E tutte le volte penso che tutto venga generato e termini con o nelle menzogne, come una affannosa corsa in circolo di cui accennavo ieri.

La vita dei criceti.

E pensare che, ascoltando uno stupido esito di una ricerca scientifica anni fa, il mio compagno apprese che le donne assomigliano ai criceti e quando vuol far lo spiritoso mi chiama col suo verso.

(E.)

…e visto che oggi siamo proprio sul personale e sui propri gusti e sul proprio modo di vedere e vivere e respirare, sull’incertezza ancestrale e sui suoi contrari che in questo momento mi sfuggono totalmente, visto che oggi siamo in tema di non sappiamo chi siamo o chi sono quelli che ci stanno di fronte, visto che siamo in tema che ce ne andremmo se sapessimo dove diamine andare, vi segnalo questo post e il suo autore, che leggo e che apprezzo.
Annunci
Published in: on giugno 18, 2009 at 12:16 pm  Comments (8)  
Tags: , , , , ,