The lies we agree on

la foto è di Nigel Bennett 

Stamattina ho aperto la posta elettronica, dopo due giorni completi di vera disintossicazione. Ed ho trovato un invito ad una Mostra alla solita Galleria d’arte di cui parlo spesso in Via Mantova a Roma, Endemica, per il prossimo 26 giugno. Il titolo è lo stesso che ho messo in questo post. In realtà l’artista che espone, Nigel Bennett, lo conosco personalmente e sorrido a pensare che abbia scelto questo titolo. Leggo che nell’installazione c’è una sorta di palafitta thailandese e ricordo la sua passione per la cucina thai. A parte Nigel e i sogni strani fatti nelle notti scorse, mi soffermo sull’ultimo. Sarà ieri sera, sarà il caldo infenale, ho sognato di essere in vacanza, ma di essermi persa. In Liguria o giù di lì. Di avere con me solo una macchina fotografica e una borsa. Un passaggio da un gruppo di vecchini allegri su una vecchia Dodge e scaricata in un dedalo di scale e stradine, finita in una delle strade di Genova alle due del mattino senza nessun posto dove andare a dormire. E accorgersi che c’è il sole. Si vede la luce del sole attraverso le fronde degli alberi del parco dove sono sbucata per caso. In una sorta di sole di mezzanotte italiano.
Sarà il lunedì e l’aria condizionata ancora rotta in questo open space, ma la sveglia pigra delle 7 e il caldo fanno venir voglia di raccontarsi un paio di bugie per scappare via.
Le uniche bugie che potremmo accettare. Quali?
Non quelle sulle persecuzioni giudiziarie, non quelle per cui ci salviamo tutti se si salva lui, non quelle che perdere ai rigori è meglio che perdere nei tempi regolamentari, non quelle che mettere Del Piero è stata una mossa per aumentare il numero dei rigoristi in campo, non quelle che il caldo durerà sino alle ferie di agosto, non quelle che l’inflazione programmata all’1.7% è colpa della BCE, non quelle che anche se non ricevi l’ostia perchè non sei pronto all’eucarestia sei salvo lo stesso, non quelle che l’immobilismo della UE dipende dal Trattato di Lisbona.
Ci sono altre bugie sulle quali possiamo essere d’accordo.
Una d’esempio: carino il panama di Berlusconi.
Buona settimana, sinchè potete.
(E.)

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Published in: on giugno 23, 2008 at 9:57 am  Comments (14)  
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Un venerdì da leoni

Il mio oroscopo stamattina era preciso: stare lontano dalle provocazioni. O una cosa simile.
Trovo sia un esercizio difficile se proprio le provocazioni mi rincorrono come bestie fameliche.
Ma ci proverò.
Intendevo segnalarvi un mio articolo pubblicato su LIBMAG – Il buono e il cattivo – sulla detassazione degli straordinari, e invitarvi, se foste a Roma stasera (e dico beati voi, perchè per me non c’è verso di riuscire a fare un salto), nel luogo sopra illustrato.
Il titolo mi sembra davvero perfetto anche per il mio stato d’animo e il gruppo francese “1980” nato nei ghetti di Parigi e sviluppatosi successivamente nelle strade di Barcellona avrà la possibilità di iniziare la sua performance in galleria e proseguire sulle strade del quartiere circostante, con musica, installazioni video e altre espressioni della sua creatività.
Cin!
(E.)

Published in: on maggio 23, 2008 at 10:59 am  Comments (27)  
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Calma densa

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Innanzi tutto il titolo fa riflettere, come se si potesse dare una corporeità ad uno stato non fisico.
Ma la calma si può anche vedere, certo. Si vede nelle foglie ferme di un albero in assenza di vento, si vede sulla superficie di un lago di montagna in primavera.
E la densità aggiunta fa pensare ad un gorgoglìo che si agita lì sotto, come il lago di Vico per esempio, che nasconde, come tutti i laghi vulcanici, correnti inaspettate.
Oppure come la calma della lava, che scende dai fianchi del monte senza far troppo rumore, portando via con sé, nell’arancio più profondo, ciottoli, case, strade.
E la vita non è calma densa? A volte. Quando regala emozioni che puoi toccare e stringere, sensazioni che non scappano e che hanno un peso.
Veniamo al titolo. Si tratta di una mostra.
Come faccio a consigliare qualcosa che non ho ancora visto?
Si tratta di uno spazio al quale sono legata, come al suo creatore.
Uno spazio nel cuore della Roma artistica, in piena zona Macro.
La galleria, dal 29 Febbraio, ospita una mostra di piccole opere di Bruno Ceccobelli, artista umbro di respiro internazionale, fra il simbolo e la sua rappresentazione, sospeso fra il mito e l’individuo, fra il materiale e il fluido.
L’installazione restituisce questa idea e conduce il visitatore nel viaggio fra frammenti di storia e di sogno.
Non mancherò di farci un salto. Intanto fatelo voi, passanti di passaggio da questo luogo.
E ditemi.
(E.)

qui trovate il link della galleria
Published in: on marzo 7, 2008 at 10:01 pm  Comments (16)  
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