Stay

under the pic from pianococtail the song for another pack of cigarettes
Come quando le abitudini non vogliono incollarsi più. Quelle che riconosci ad occhi chiusi. Quelle che calzano come un vecchio scarpone che fa ancora caldo per rimetterselo.
Certi ritorni sorprendono per la staticità di ciò che si è lasciato.
Mutamenti impercettibili, come di capelli che crescono in due settimane.
Una pioggia stanotte, che non ho sentito. Le piogge non mi svegliano più.
Lo sguardo di chi è tornato e ha annusato il mondo non sentendosene appagato.
E dentro tante cose da dire, che non vengono le parole.
Ho negli occhi una specie di video veloce di volti, storie, gomitoli di cotone srotolati su spiagge di ciottoli, scarpe abbandonate e piedi liberi. C’è un silenzio che non conoscevo, di incredulità.
Un silenzio di voci di persone lontane che il mare cancella e la città calpesta sotto strisce nuove di parcheggi e righe ordinate di fine di aiuole.
Righe che corrono davanti ai miei occhi del mattino che paiono perfette, verdi di stacco su grigio cui tocca riabituarsi.
Che la voglia manca e il caffè non ho voglia di prenderlo che mi ricorda quello di ogni giorno in riva al mare.
E sorrido d’inerzia. Come in ragazzino in pubertà.
Che la vecchiaia non anticipa, per fortuna.
(E.)
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L’eau chaude

Lo sapevate che le ditte edili in Italia evadono il fisco e hanno lavoratori irregolari, senza contributi e senza documenti? Ma no! Lo hanno scoperto solo in questi giorni i furbi finanzieri.

Se accettassero altri getti di acqua calda, direi che sono gli stessi che non predispongono misure di sicurezza e che contribuiscono ad innalzare il numero di morti, occulti e non, sul lavoro.

Il lavoro. Questo strumento di emancipazione e di lotta, questa elemosina che elargiscono per ricattare il tuo senso morale e farlo precipitare sotto i piedi.

I padroni. Che chiedono di tener duro. E tu vuoi vedere in quelle parole immagini di supporto, di aiuto, vedrete che prima o poi arriva un sostegno. E invece il futuro è lo stesso di adesso. Solo che non promettono più nulla, dicono solo tieni duro. E la differenza col passato è che prima ti raccontavano favole meravigliose. E tu ci credevi.

Adesso le favole le raccontano fuori di qui, e a loro viene da ridere, quindi fanno gli annoiati e dicono di capire.

Ti capisco. Eccome se ti capisco.

(E.)