U

in attesa dell’alba -foto di claudio parente, sotto, glenn gould

Stringo fra le dita il primo caffè, la notte non ha portato consiglio, è stata turbolenta.
Questo giorno si srotola piano, è mattina da ore, pare, e il cielo ha lo stesso colore, ingiallito da un sole scolorito, di ieri.
I camionisti fumano negli angoli dei capannoni, gli aerei volano, ancora per un po’.
Il custode risponde al saluto per educazione, gli rode che una volta gli ho fatto aprire il cancello prima del tempo, per poter uscire.
E che il suo camper deve stare fuori dal cortile.
Mentre i parcheggi aziendali sono vuoti.
Lo spreco lo irrita, si vede.
Chiudo la finestra dietro al mio schermo.
E metto su Goldberg Variations. Che mi racconta la storia della perfezione del suono. O almeno una delle sue versioni.
Questa storia profuma come questo autunno, una storia di un uomo insolito ed eccentrico.
Un uomo che cantava mentre suonava e nelle incisioni si può ancora sentire la sua voce.
E che diceva che le incisioni erano un concerto senza sale.
Eppure quel concerto sciapo fu quello che ce lo fece conoscere.
Vi regalo Glenn Gould, che era d’oro al secolo ma essendo sciocco, come il pane toscano, aggiunse una u, chè una u in più non si nega a nessuno.
(E.)

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Published in: on settembre 23, 2008 at 9:29 am  Comments (24)  
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