Le oche del Campidoglio

(gaetano chierici – 1838/1920 – oche)

Ai piedi del tempio di Giunone, la dea moneta.
Figlie sue, ammonenti come lei, petulanti di strepiti notturni, tanto che per consolarmi penso che anche la mia gatta possegga la stessa madre.
Le oche, in stormo sul fiume Hudson, come sul fiume Allia, le oche giulive, quelle che mettono alla prova l’abilità di qualcuno per sopportarle o per respingere i loro sgambetti.
Che volano sopra il sangue scampato e si inumidiscono di spruzzi di acqua dolce.
Che fuggono dai giorni nefasti sulle rive di altri fiumi e di altro mare, sui pianti di bambini sotto le macerie.
Certi venerdì somigliano ad un banchetto, uno infernale, in cui corpi si mescolano a speranze, in cui grida si fondono al crepitare del fuoco, non di caminetti.
Assassini dei figli che verranno, siamo fermi sul ciglio della strada e guardiamo le camionette passare.
E bruciamo d’inedia.
(E.)

Published in: on gennaio 16, 2009 at 10:49 am  Comments (6)  
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