You never really learn to swear until you learn to drive

photo by Alejandro Groenewold

photo by Alejandro Groenewold

Albe che si assomigliano, tutte di buonumore.
Che non importa chi passa, importa che la strada possa ricordarti che ci sei.
Un passo dietro l’altro, non di corsa, che per correre c’è sempre tempo.
Non si perdono le cattive abitudini.
Fermarsi a guardare. Se stessi in una vetrina che non sembriamo noi.
Così, catapultati nel mondo un’altra volta, un altro giorno.
Non ho la patente.
Giurare non è necessario. Lo diventa quando menti abitualmente.
Quindi piedi e occhi puliti.
E un sorriso.
(E.)
Annunci

Per combattere l’acne

Ci sono parentesi che si aprono, nel mezzo storie intere si snodano, camminano, respirano, dormono, vivono, muoiono.
La nostra esistenza è fatta di parentesi, la nostra esistenza è fra parentesi.
Si aprono comode e tonde come madri comprensive, o quadre rigide e prioritarie, come tasse in scadenza. O si disegnano eleganti come graffe abusate, quando anche un paio di virgole farebbero al caso e basterebbero a separare, a distinguere.
Eppure ci servono. Sono funzionali, utili, necessarie.
Portano ossigeno nel vuoto spinto delle nostre gallerie del vento solitarie.
Quando si pensa alla propria finitezza viene da aprire le finestre e lasciare entrare tutto quello che arriva.
Anche se di sotto, al portone, si incontrasse l’ultima parentesi. Anche quella toccherebbe aspettare di poterla chiudere.
Ciascuno di noi è nel frattempo la vita.

(E.)

P.S sotto la graffa una gran bella canzone, di Vasco Brondi.