Buyology

la Defense - Paris - Dmitri A. Mottl

la Defense - Paris - Dmitri A. Mottl

Ci sono letture che non consiglierei, libri creati ad arte per fare cassa.
Libri che i giornali pubblicizzano per riempire le pagine di giornale.
I giornali. Questo grande rebus. Non tento nemmeno di risolverlo. La settimana enigmistica la lascio a mia madre che sul suo divano, sia che piova, sia che ci sia il sole, ammazza il tempo. Che l’assilla per la sua assenza.
Mi ritrovo tutte le volte a sedermi al suo fianco a riempire le caselle vuote di lettere, con la sua matita smozzicata e la sua gomma, sempre quella e sempre più piccola.
I nostri incontri si riducono a questo, quasi del tutto.
A parte il discutere su cosa mangiare e sulle grane coi parenti.
Le parole crociate senza schema, poi, sono l’argomento migliore. Lei spara a caso risposte e io spesso trattengo le parole, quelle che non dovrei mai dire e che spesso riesco a non dire, colpevolmente.
I giornali freschi e i miei commenti, mentre lei non segue mai e rimane persa nel suo mondo fatto di caselle nere e di un lapis.
Pensavo a lei quando leggevo su uno di quei giornali da tempo perso. Pensavo a cosa avrebbe detto, al suo commento sconclusionato se le avessi detto che per cinque minuti mi ero convinta a leggere un libro illegibile sui motivi per cui compriamo.
I motivi che stanno alla base delle nostre rivendicazioni di status sociale.
I motivi per cui rivendichiamo il nostro diritto ad esistere su questo pianeta.
Perché compriamo.
E le conclusioni, anticipate e sintetizzate, sulle verità e sulle bugie che ci vengono instillate senza distinzione, che mescolandosi restano bugie pure. Casi del caso, incroci maledetti fra il vero e il falso sociale.
E questa recensione parlava del diritto di essere dimenticati.
Un diritto che pare antitetico con tutto quello per cui siamo stati allevati.
La memoria, il suo altare.
Il diritto di non disperdere senza ritegno aspetti riservati della nostra esistenza.
Una sorta di liberazione da tutte le catene di cui ci siamo abilmente forniti per rimanere ancorati a questo mondo.
Un taglio di gps.
Uscire e mollare tutto, lontani da mète che ci abbiano imposto per esistere.
Un po’ come mia madre, ecco.
Riuscire come lei a uscire senza rete e vagare senza meta pur rimanendo sul divano.
(E.)
P.s. per il libro, fate un giro qui
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Published in: on giugno 9, 2009 at 5:57 pm  Comments (4)  
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