Less is more

 
Pagine della mia vita si aprono tutti i giorni. Basta una parola, una canzone, una frase ascoltata, un profumo e si aprono, inaspettate.
Il tempo che mi è concesso per questi momenti, del tutto superflui a guardarli con occhio severo, non c’è.
E quindi mi aggancio alle piccole gioie, quelle che si leggono e si vedono, quelle che durano il tempo di leggere una mail, di corsa, mentre si vorrebbe essere altrove magari.
Pagine che senza non sarei la donna che sono. E rimangono non sfogliate.
Che sfogliare e non avere il tempo di immergersi è come assaggiare un piatto prelibato e rimanere con la voglia di un bel boccone. Di sentire il sapore espandersi all’interno del palato.
Un assaggio sia quindi.
Oggi ho viaggiato con il pensiero sino in Nuova Zelanda. Ho una coppia di amici che ci vivono, sposati da poco. Lei slovacca, lui neozelandese. E ironia della sorte oggi c’è Slovakia-New Zealand e lei nell’inverno neozelandese, nella sua Christchurch, isola sud, provincia, senza riscaldamento centralizzato, in una casa che non può comprare perché non lavora ancora, senza gas per riscaldare, solo con l’elettricità, ha organizzato un party alle 11,30 di sera, ora in cui lo trasmetteranno lì, per tifare da sola per la sua Slovakia.
Ho pensato che siamo nello stesso girone dei mondiali di calcio.
Come nella stessa vita.
Come pagine dello stesso libro.
E quel poco che ci unisce ci basta, il resto possiamo toglierlo.
Le distanze, le abitudini, le stagioni.
(E.)
Published in: on giugno 15, 2010 at 3:36 pm  Comments (26)  
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