Idiofono!

Quando si cerca di lasciare un pensiero e non vuole mollare il colpo, tocca cercarne un altro, in una sorta di staffetta necessaria che permetta al primo di lasciare la scena.
Questa attività di solito si svolge di notte, quando il tempo dilatato e l’assenza di contingenze permettono ai pensieri di sfogarsi e di vagare anarchici occupando tutti i respiri.
E i suoni amplificati del circostante fanno da accompagnamento. Uno sciacquone. Una tosse secca. La mia gatta che non trova pace. Il motore di vetture di passaggio.
E il vibrato pare più profondo, come se il pentagramma non bastasse e l’improvvisazione prendesse il sopravvento.
Ci sono pensieri comodi, su cui accucciarsi certi che così il sonno ci avvolgerà, comodi o noiosi poco importa, l’importante è che sortiscano all’effetto voluto. Ma se ci pensi troppo sù la loro magia svanisce, nel pensiero del pensato, in una sorta di vortice con risucchio.
E allora tocca inventarsi cose nuove, chè le vecchie fanno solo buon brodo e il silenzio non è mai assoluto e basta un solo piccolo lamento del mondo a spostare l’attenzione, a schiarire il soffitto che con gli occhi aperti al buio sembra quasi illuminato.
E quindi stanotte pensavo allo scacciapensieri. A quello strumento primordiale che col suo stesso corpo produce il suono.
Come noi. Strumenti idiofoni anche noi.
E così ho trovato il sonno.
(E.)

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Published in: on maggio 29, 2008 at 9:26 am  Comments (18)  
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