The postman

Il postino si prestò per questo scatto e il neonato nella sua sacca lo fece inconsapevole.
Come quando si ascoltano i vecchi dischi e le voci incise sono gli unici ricordi tangibili di anime ormai svanite, così questi occhi e questo profumo di sottofondo, che sa di campagna e fumosi treni che attraversano il panorama.
La foto è del 1900 e il servizio postale di pacchi fu introdotto nel 1913.
Ecco quindi la posta che si sostituisce alla cicogna e dimostra che può consegnare due bimbi con francobolli attaccati alle vesti, attraverso la ferrovia e i postini cittadini, sino alla destinazione finale.
Chiaramente c’è chi prese alla lettera in tutti i sensi questa cosa e il Servizio Postale Americano si affrettò, appena se ne avvide, di proibire questa pratica, con apposito divieto.
La foto appartiene al Museo Smithsoniano di Washington DC e racconta, come tante foto fanno, il mondo in cui è stata scattata.
Ci sono storie che si inventano, che debbono essere costruite, studiate.
Altre che superano ogni fantasia, si costruiscono da sole come castelli in aria a sfidare le leggi del tempo e del mondo corcostante.
Certe storie si leggono senza parole, si trovano in immagini di sconosciuti che narrano senza fiatare.
In ogni piega del vestito del postino, in ogni ombra del viso del bimbo, si scorge un giorno che è stato e che urla agli altri la sua dignità e il suo coraggio di resistere.
Dentro una sacca, con un francobollo.
(E.)

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Published in: on ottobre 23, 2008 at 9:30 am  Comments (11)  
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