Cartoline per non tornare

Ci si dovrebbe lasciare andare.
Non lo imparo mai abbastanza.
Si dovrebbe non rimanere legati a questi cordoni.
Si dovrebbe avere la forza di mollare.
E di lasciare la presa.
Possedere, toccare, stringere, non esime dal perdere.
Il guinzaglio rende solo tutto piu` difficile.
 
Si dovrebbe spegnere la luce ad un certo punto.
Per non vedere e fare cio` che non si farebbe con la luce accesa.
Per permettere al proprio volto di rilassarsi.
E ai sospiri di essere riposti nei cassetti.
Comodini di sospiri.
Nastri per incartare e cartoline per non tornare.
 
(E.)
p.s.  yasou
Published in: on luglio 1, 2009 at 10:48 am  Comments (5)  
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Terebinto rosso pallido

Certi ritorni sono naturali. Come se nulla fosse la vita torna ad essere quella di prima, anche se nel frattempo altra acqua è passata ed ha fatto in tempo a inquinarsi sino a passare di qui.
Non ho mai visto un terebinto, almeno così credo. Forse ci sono passata davanti ma ero distratta. Sogno di leggere sotto un terebinto, col profumo di iodio.
Leggere in silenzio con la natura intorno, ascoltando semmai i suoi richiami, indecifrabili. E nient’altro.
Un terebinto rosso pallido. Suona bene, sì. Suona come un verso di una poesia, suona come le foglie accarezzate dalla brezza marina. Suona come il mare in lontananza in mezzo ad un parco solitario.
Suona.
E i suoni vanno colti senza distrazioni.
Come i ritorni. Che sono sempre diversi, non sono mai come prima della partenza.
Apparizioni e suoni nuovi.
Restituzioni.
(E.)

Published in: on marzo 2, 2009 at 10:18 am  Comments (9)  
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Alef-bet

la foto è di auro – playing with my past

Ci sono libri da cui non ci si vorrebbe staccare.
Come dal sonno, quando ti parlano sopra, ed è la sveglia.
Capitomboli di pensieri, rotolanti, come biglie impazzite dopo un lancio a casaccio.
Ruscelli di parole si srotolano davanti agli occhi.
Si inumidiscono di freschezza e di raggi di sole si scaldano.
Parlano i libri. Parlano lingue che non conosciamo spesso e qualcuno deve tradurceli.
E portarci nella sua lettura del letto.
Come se ci disegnassero i pensieri.
E certe volte i bambini hanno ragione.
I libri sono come i sogni. Non sono veri.
Sono come dei disegni nel cervello.

(E.)

Published in: on febbraio 27, 2009 at 9:01 am  Comments (8)  
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Per combattere l’acne

Ci sono parentesi che si aprono, nel mezzo storie intere si snodano, camminano, respirano, dormono, vivono, muoiono.
La nostra esistenza è fatta di parentesi, la nostra esistenza è fra parentesi.
Si aprono comode e tonde come madri comprensive, o quadre rigide e prioritarie, come tasse in scadenza. O si disegnano eleganti come graffe abusate, quando anche un paio di virgole farebbero al caso e basterebbero a separare, a distinguere.
Eppure ci servono. Sono funzionali, utili, necessarie.
Portano ossigeno nel vuoto spinto delle nostre gallerie del vento solitarie.
Quando si pensa alla propria finitezza viene da aprire le finestre e lasciare entrare tutto quello che arriva.
Anche se di sotto, al portone, si incontrasse l’ultima parentesi. Anche quella toccherebbe aspettare di poterla chiudere.
Ciascuno di noi è nel frattempo la vita.

(E.)

P.S sotto la graffa una gran bella canzone, di Vasco Brondi.