Save tonight

una foto di the manilow, sotto la canzone

una foto di themanilow, sotto la canzone

Sarò zia di una femminuccia. Ci sono poche cose che si possono sapere con certezza. Fra due giorni sarò fuori di qui. Le saune fanno male alle puerpere. Ho finito di leggere Zia Mame e mi sento un po’ orfana, come sempre. Se dovessi scegliere dove essere adesso non direi altrove, ci sono momenti in cui ora e qui contano, sono una salvezza. Un approdo. I lussi sono altri.

Mi sono immaginata vacanze alternative. Milano deserta, io dentro casa a ritinteggiare con la casa tappezzata di cellophane e scotch di carta. Musica e nessun orario da rispettare, librerie deserte tutte per me, the verde ghiacciato e occhiali da sole nuovi, unghie laccate, pensieri pochi e anche messi alla rinfusa. Scriverei per vivere se potessi, per permettermi il lusso di vivere tutte queste cose e di vivere danzando.

I always start writing with a clean paper and a dirty mind. (Patrick Dennis)

(E.)

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Musique silencieuse


L’homme moderne stressé, devrait écouter de la musique silencieuse di Benoit.P

L’uomo stressato dovrebbe ascoltarla, dice Benoit.
Illuminante.
Per elevarsi dalle sue miserie.
Ma perché silenziosa?
Come si fa uno show di musica silenziosa?
Stamattina sentivo la musica negli occhi, una musica che non fa rumore, ma che si infrange e rincuora, precipitando sulle lenti abbrustolite per guardare il mondo.
Mai vista la luce quando finisce fra l’occhio e la lente?
E proietta sulla lente l’immagine delle proprie palpebre, con le ciglia e le pieghe?
Ho pensato a quanti anni sono passati dalla prima volta e a quante volte ho cercato di vedere la pupilla e le efelidi.
Ho pensato alle pieghe nuove e ho pensato a quante ne vedrò nei prossimi anni.
La musica della luce sulle pieghe.
Ho visto nelle linee la mia vita, senza far rumore.
L’ho vista senza poterla toccare.
Proiettata come un quadro astratto, carica di note e di curve.
Musica, per chi ha gli occhi per poterla ascoltare.
Ho immaginato il tempo che vedrò cantare sui miei occhi e sugli angoli di questo concerto di luce, tutto privato, e a quando ricorderò linee dritte e suoni puliti, incontrando onde increspate e suoni dolenti.
(E.)

P.s. per riflessioni supplementari vi invito fortemente a cercare in Proust la sua visione della musica, anche silenziosa,  il libro di Götting “La Symphonie Silencieuse”, Jef Lee Johnson e “la Chanson silencieuse” e gli esperimenti di Bell Orchestre.