Mar adentro

foto di Une petite touche française

Ci sono mattine di vento, immaginate, mattine in cui qualunque tempo sia il tempo dentro è impetuoso, arriva piano nelle orecchie e soffia fra i vestiti.

Rammenta il mare e il silenzio, le urla della natura che ti accoglie in sé senza chiederti nient’altro che semplice, completo abbandono.

Questa mattina il risveglio è stato dolce, come se tornasse la vita a bussare dopo troppe porte lasciate chiuse per non farla entrare, perché il tempo non c’é mai.

Pensieri spettinati, come spettinati si dovrebbe stare di fronte a se stessi, che quando ci si mette a posto si diventa qualcun altro.

(E.)

Published in: on settembre 22, 2009 at 8:54 am  Comments (8)  
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You never really learn to swear until you learn to drive

photo by Alejandro Groenewold

photo by Alejandro Groenewold

Albe che si assomigliano, tutte di buonumore.
Che non importa chi passa, importa che la strada possa ricordarti che ci sei.
Un passo dietro l’altro, non di corsa, che per correre c’è sempre tempo.
Non si perdono le cattive abitudini.
Fermarsi a guardare. Se stessi in una vetrina che non sembriamo noi.
Così, catapultati nel mondo un’altra volta, un altro giorno.
Non ho la patente.
Giurare non è necessario. Lo diventa quando menti abitualmente.
Quindi piedi e occhi puliti.
E un sorriso.
(E.)

Il volto sciolto

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Découvration – BNCTONY

Liquefatto dai giorni che si sommano e col resto non ci compri un francobollo. Calcoli di somme e potenze, previsioni di budget e nulla che torni, nemmeno indietro un saluto, per caso. Uno solo. Singoli pezzi che si staccano e tornano da dove erano venuti. Tutti quanti. Verso la loro casa, la loro origine, il loro letto. Scorrono sul volto le lacrime trattenute, quelle versate, scorrono i giorni scoperti e quelli nascosti, le porte aperte, i giardini staccati di alberi rigogliosi, i frutti fioriti di promesse mai mantenute. Nuotano negli specchi fra le ciglia e si fermano sul mento, sparendo inascoltati per tornare o andare. Per non restare. I coni e i trapezi statici e i prismi di gioie multicolori. I gelati sciolti di estati mai vissute e i secchielli di castelli affossati da onde di calendari strappati e dimenticati. Passano tutti davanti, in sfilata, senza passare dal via. In prigione. E nel mare di pozzanghere specchiare il proprio volto nuovo. Tornato senza cattiverie, senza dolori, senza bugie. Sciolto di burro dolce. E nessuna altra parola.

(E.)

Published in: on luglio 15, 2009 at 6:22 pm  Comments (6)  
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How to make

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Maker: Mrs. Benjamin F. Russell  Title: Woman making American Flag Date: 1910
George Eastman House Collection

Fatta l’Italia tocca fare gli italiani.
Fatta nel senso di fregata. Non nel senso dazegliano.
Fatta, disfatta, rifatta.
Fatta con le messe, con le promesse, con le rimesse.
Disfatta con le tombe, con le trombe, con le bombe.
Rifatta con i cerotti, con i biscotti, con i pulotti.

E` fatta.
Se sapete cucire poi, si fa meglio.
(E.)

Published in: on aprile 14, 2009 at 10:11 am  Comments (16)  
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Life is cruel, art is life

If you could only imagine a world without any diseases, sorrow and pain.
Life teaches us how to play.
We push the button and forget that the art is not possible without any troubles.
Art is the mirror on which the life becomes real.

(E.)

Published in: on aprile 7, 2009 at 12:08 pm  Comments (8)  
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Pornographie

Intossicati di televisione, ingoiati dalle brutte parole, scritte male e pronunciate peggio.
Ci sono poche parole da salvare e di solito sono quelle pronunciate per caso, senza pensarci troppo.
Certamente non vengono fuori dalla televisione. O non le si trova sulle pagine di un giornale.
Spesso si incontrano per caso.
E tutto il resto pare pornografia. Tutto. Condito di ipocrisia, di voyeurismo, di benevolenza.
Ci restano solo alcuni pionieri. Fotografi per caso, pensatori da marciapiede.
Solitari parolieri, mogol delle ombre.

Nous sommes votre maigre satisfaction dans un monde composé de faux authentique. La substance pure disparaît au profit d’une société du faux. L’ère de l’Hyper réalité est arrivé, allé tous regarder de la pornographie dure. (Benoit Paillé)

(E.)

Published in: on marzo 27, 2009 at 11:58 am  Comments (5)  
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Alef-bet

la foto è di auro – playing with my past

Ci sono libri da cui non ci si vorrebbe staccare.
Come dal sonno, quando ti parlano sopra, ed è la sveglia.
Capitomboli di pensieri, rotolanti, come biglie impazzite dopo un lancio a casaccio.
Ruscelli di parole si srotolano davanti agli occhi.
Si inumidiscono di freschezza e di raggi di sole si scaldano.
Parlano i libri. Parlano lingue che non conosciamo spesso e qualcuno deve tradurceli.
E portarci nella sua lettura del letto.
Come se ci disegnassero i pensieri.
E certe volte i bambini hanno ragione.
I libri sono come i sogni. Non sono veri.
Sono come dei disegni nel cervello.

(E.)

Published in: on febbraio 27, 2009 at 9:01 am  Comments (8)  
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sabato di sole

terzo giorno di sole, in tasca un paio di guanti, chilometri da casa tanti e pochi, dipende da come mi guardo; odio la montagna perché è triste, la campagna è sua sorella, vorrei andare al mare

Published in: on gennaio 19, 2008 at 11:14 am  Comments (11)  
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