Set us free

Vicini al capodanno cinese.
Sti cinesi ne sanno una più del diavolo, ma questo è un altro discorso.
Con Obama insediato e un fiume di cappottini senape a popolare i nostri incubi notturni.
Col cuore colmo di speranza, bianco che più bianco non si può, anzi con cenere attiva. Perdonate i rigurgiti da massaia.
In attesa. Ché l’attesa è sempre la cosa che ci viene meglio.
Ché poi ci perdiamo in un bicchiere d’acqua quando siamo al dunque.
Non ci regge il cuore, ecco.
E torniamo piccoli, ai tempi delle letterine di natale, desideriamo la pace nel mondo, i pozzi colmi d’acqua in africa, la corrente elettrica, i fiori nei cannoni, i razzi come sinonimo di petardi, solo per i fuochi d’artificio, lontani dalle case, eh.
E da antiamericani diventiamo tutti americani, come fossimo stati fulminati.
Attesa e speranza. We can.
E pare il purgatorio, fra wall street che non ci crede e aretha franklin che pare un pacco regalo.

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.

Va dunque, e fa che tu costui ricinghe
d’un giunco schietto e che li lavi ‘l viso,
sì ch’ogne sucidume quindi stinghe”.
(Purgat., Canto I)

.. e se conoscessero rino gaetano in america, avrei volentieri consigliato ahi maria.
Chi mi manca sei tu.

(E.)

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Published in: on gennaio 21, 2009 at 11:14 am  Comments (12)  
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