Sweating inside

la foto è mia, il titolo di un amico

la foto è mia, il titolo di un amico

Scorre il mondo, scorre fra queste mani colorate dal sole. Scorre e non riesco ad afferrarlo. Lo inseguo sugli scaffali di una libreria, lo vedo camminare di fianco a me quando alzo gli occhi e vedo una bicicletta su un balcone e persiane verdi abbassate a proteggersi dalla calura. Lascia le cose a raccontarlo e mi lascia i suoi segni da raccogliere per trovarne il senso. E dalla finestra, quando cala la sera, mentre le fronde degli alberi si muovono quasi in danza, lo cerco fra le cose intorno e annuso il suo profumo. Di bucato fresco, di fumo inspirato in pace, di vino agrumato e di solletico di narici. Lo immagino quel mondo. Dipinto su occhi sconosciuti e su mani che si formeranno, su opere d’ingegno che utilizzerò, su pareti di edifici, su labbra silenziose. Un mondo di cose che non saranno, forse, di cose che potrebbero essere, di sogni fermi ad aspettare, di desideri muti e di porte rimaste chiuse, che a volte si aprono, quando non sanno che non le apriresti mai. E lo lascio scorrere, perché, non sapendo, scorra anche dentro di me. E mi lasci scorrere con lui. Voce e parole. E mani e piedi. E corpo e pensiero. (E.)

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Published in: on agosto 29, 2009 at 10:23 pm  Comments (7)  
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Musique silencieuse


L’homme moderne stressé, devrait écouter de la musique silencieuse di Benoit.P

L’uomo stressato dovrebbe ascoltarla, dice Benoit.
Illuminante.
Per elevarsi dalle sue miserie.
Ma perché silenziosa?
Come si fa uno show di musica silenziosa?
Stamattina sentivo la musica negli occhi, una musica che non fa rumore, ma che si infrange e rincuora, precipitando sulle lenti abbrustolite per guardare il mondo.
Mai vista la luce quando finisce fra l’occhio e la lente?
E proietta sulla lente l’immagine delle proprie palpebre, con le ciglia e le pieghe?
Ho pensato a quanti anni sono passati dalla prima volta e a quante volte ho cercato di vedere la pupilla e le efelidi.
Ho pensato alle pieghe nuove e ho pensato a quante ne vedrò nei prossimi anni.
La musica della luce sulle pieghe.
Ho visto nelle linee la mia vita, senza far rumore.
L’ho vista senza poterla toccare.
Proiettata come un quadro astratto, carica di note e di curve.
Musica, per chi ha gli occhi per poterla ascoltare.
Ho immaginato il tempo che vedrò cantare sui miei occhi e sugli angoli di questo concerto di luce, tutto privato, e a quando ricorderò linee dritte e suoni puliti, incontrando onde increspate e suoni dolenti.
(E.)

P.s. per riflessioni supplementari vi invito fortemente a cercare in Proust la sua visione della musica, anche silenziosa,  il libro di Götting “La Symphonie Silencieuse”, Jef Lee Johnson e “la Chanson silencieuse” e gli esperimenti di Bell Orchestre.