Dentro ogni casa

righe-di-pioggia

sotto la foto di Könrad, la musica di Pacifico

Torno al purgatorio, tanto bistrattato, terra di mezzo, che in fondo è il luogo che ci assomiglia di più.
E nel purgatorio mi muovo, tutti i giorni.
La sera in particolare mi accorgo delle sue forme e delle sue ombre. E di come si muove fra le palpebre dei nostri giorni, che si assomigliano tutti, ciechi e muti, come tombini grigi sotto la neve.
Mi volto nel buio. Dai riflessi del finestrino posso vedermi. Miope e senza contorni precisi.
Ma mi vedo. E paio bambina, con queste luci bugiarde.
Vedo le labbra sottili e il contorno degli occhi. Il profilo di tre quarti, che non è un profilo, e una flebile luce dalle pupille scure.
Poi solo gocce in righe e il mondo lì fuori.
E un dolce tepore di tartaruga.
Io e la mia casa con me.
(E.)

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Published in: on febbraio 4, 2009 at 11:10 am  Comments (21)  
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