La cagoule

In Francia si cerca di interdire la presenza di incappucciati nelle manifestazioni.
Una sorta di protezione dalla immunità dell’anonimato.
L’anonimo è violento. La propria faccia fa la differenza.
L’essere riconosciuti, scoperti.
Proibire il nascondersi.
Proibire. Nascondersi.
Vorrei poter pensare che il primo verbo possa aver senso senza essere collegato a schiacciare.
Vorrei poter pensare che i modelli cui ci si ispira siano davvero tali. Integri uomini che fanno il loro dovere.
Che mettono la loro faccia, che si sottopongono al giudizio senza fuggire, senza nascondersi.
Eppure quei modelli proibiscono per nascondere. Di essere colpevoli.
Come chi indossa la cagoule per fare del male.
Fosse facile cancellare il male tagliando i cappucci.
Fosse facile fermare gli scemi con un bavaglio.
Gli scemi li fermi insegnando loro che chi sbaglia paga, sempre, anche se è il re.
(E.)

Annunci
Published in: on aprile 9, 2009 at 10:16 am  Comments (18)  
Tags: , , ,

Life is cruel, art is life

If you could only imagine a world without any diseases, sorrow and pain.
Life teaches us how to play.
We push the button and forget that the art is not possible without any troubles.
Art is the mirror on which the life becomes real.

(E.)

Published in: on aprile 7, 2009 at 12:08 pm  Comments (8)  
Tags: , , ,

The black hole

Essiccata. Come una foglia.
Tutto sfinito, nessuna forza, inutile il diavolo venga a trovarmi, non c’è nulla per lui.
Un buco. Tocca scavarlo e cercare il mare. O gettarlo dentro.
Pensare che potrei essere felice. Anche con il mare imprigionato in un buco.
Anche con l’illusione del mare. Senza averlo davvero. Ché tanto il mare non lo puoi mai avere.
E da lontano vedere la costa e i suoi puntini, fissi e mobili, e nonostante tutto continuare con le piccole guerre quotidiane. Ché tanto il mondo continua a darsi le botte, non si ferma a guardare.
E invece dovrebbe smettere ogni tanto, perché siamo tutti ombra, da ignorare. E se non ignorassimo la bellezza piuttosto, potremmo anche accontentarci di un mare immaginato.
E se potessimo comprare una nuova anima, pulita e profumata, ogni anno?
Comprarla e usarla finchè sia esausta.
E poi cantare tutte quelle che sono andate.
(E.)

Published in: on aprile 1, 2009 at 10:03 am  Comments (7)  
Tags: , , ,

so what?

Piove.
Sugli asfalti intossicati e sui bordi masticati dei marciapiedi.
Sui piedi che corrono dentro a scarpe che non ci raccontano nulla di nuovo.
Ché le scarpe non parlano, non sempre almeno.
Qualche volta ciancicano qualcosa. Spesso quando hanno i tacchi te lo dicono chiaro e tondo, altre basta solo qualche goccia a terra per farle tacere, per attutirle.

Piove.
Ché quasi pare non abbia smesso mai, perché la pioggia ha questo potere, di sembrare eterna, interminabile.
Ché governo ladro non ha più senso dirlo, ché non è solo ladro.

Piove. Nulla di nuovo. I bordi dei pantaloni sono umidi. Il caffè sa di caffè.
Le luci al neon sono meno bianche del cielo lì fuori.
Il bianchetto mi ha tinto un pollice e l’ora legale m’ha rubato il sonno.
Lunedì insomma. Ché se piove almeno sai con chi prendertela.

(E.)

Published in: on marzo 30, 2009 at 11:38 am  Comments (11)  
Tags: , , , ,

How to say a lie

qui sopra una foto di oldbeachris, una immagine notturna nella città di orton

Perché io ti conoscevo e ti amavo anche in passato virgola ancora prima che tu esistessi virgola perché solo dopo averti incontrata sono diventato cio` che sono punto

Abituati alle bugie ci pare anche questa una gran bella cosa da sentire.
Con punteggiatura orale e calcoli da finanza creativa.
Il 2009 ci dicono sarà peggiore del 2008 e che forse forse nel 2010 ci sarà una crescita del -0.7%, mentre il parlamento cinese si è riunito per l’unica volta all’anno solo per ratificare i provvedimenti del premier. Nel frattempo scopriamo che Obama si sta imbiancando e il mondo trema con la General Motors.
Ok, dicevamo?
Ti amavo anch’io virgola prima di sapere come i miei genitori mi avrebbero chiamata punto

(E.)

Published in: on marzo 6, 2009 at 11:47 am  Comments (8)  
Tags: , , , , ,

Nuvole in corsa

bnctony

BCNTONY si esprime nella foto intitolandola “les experts paris”

Penso alle cuffie di te che corri. E al mondo vento intorno, al mondo fratello e sorella, al mondo nemico che soffia nelle tue orecchie.
Penso a quell’altro te che scorre nelle mie vene, senza saperlo. Scorre e diventa altro, ma diventa e già questo è tanto.
Penso a tutti i te che nuotano nei laghi dei miei occhi, impossibili da afferrare, nei mulinelli dei pensieri sciolti nelle palpebre.
Penso a quanti te avrei costruito se avessi saputo.
Penso che questo mondo sia troppo crudele per sprecare congiuntivi e congiuntiviti.
Penso che la crudeltà si misuri in decibel e dai decibel venga cancellata, sotto lacrime finte e pregiudizi, sotto nuvole soffiate e allungate, sotto cieli stellati inaspettati.
Ho scritto il mio testamento. Quello della mia vita. Senza averi, perle e libretti di risparmio. Piuttosto ti risparmio la pena di aprire il vuoto. Ho disposto della mia vita perchè nessuno possa dire che non volevo e invece voglio.
(E.)

Published in: on febbraio 11, 2009 at 9:27 am  Comments (8)  
Tags: , , , , , ,

Le oche del Campidoglio

(gaetano chierici – 1838/1920 – oche)

Ai piedi del tempio di Giunone, la dea moneta.
Figlie sue, ammonenti come lei, petulanti di strepiti notturni, tanto che per consolarmi penso che anche la mia gatta possegga la stessa madre.
Le oche, in stormo sul fiume Hudson, come sul fiume Allia, le oche giulive, quelle che mettono alla prova l’abilità di qualcuno per sopportarle o per respingere i loro sgambetti.
Che volano sopra il sangue scampato e si inumidiscono di spruzzi di acqua dolce.
Che fuggono dai giorni nefasti sulle rive di altri fiumi e di altro mare, sui pianti di bambini sotto le macerie.
Certi venerdì somigliano ad un banchetto, uno infernale, in cui corpi si mescolano a speranze, in cui grida si fondono al crepitare del fuoco, non di caminetti.
Assassini dei figli che verranno, siamo fermi sul ciglio della strada e guardiamo le camionette passare.
E bruciamo d’inedia.
(E.)

Published in: on gennaio 16, 2009 at 10:49 am  Comments (6)  
Tags: , , , , ,

The human zoo

the-human-zoo

an untrained eye, vede parigi e il mondo con questi occhi e con questo titolo

Mon dieu de la France !
Come si fa a ignorare il sole e a prendersi d’aceto ?
Il sole sulla neve è bastardo, cela pericoli e si scivola che è una bellezza.
Gli equivoci sono dietro l’angolo. Si scambia una lastra di ghiaccio per una pozzetta d’acqua.
E ricominciare non è sempre facile, inutile pensare d’esser rodati, prima o poi le gambe cedono, gli occhi falliscono.
Dimenticare. Si fa presto.
Stamattina pensavo che un giorno o l’altro non sentirò più miagolare la mia gatta e il suo fastidioso lamento che ormai si è sostituito al miagolio delicato che non ricordo più, mi mancherà. Dimenticherò presto anche lei, come spesso facciamo in amore.
Siamo fatti per sopportare le assenze e sopravvivere ad esse.
Ma le lastre di ghiaccio si celano sempre e non possiamo prevederle.
Quindi rischiare e andare.
Che la bellezza anche se la perdiamo la sappiamo riconoscere.
(E.)

Published in: on gennaio 9, 2009 at 11:02 am  Comments (8)  
Tags: , , , , ,

Coccodrilli e clown

Data una fune, ben tesa, da qui a qui, e dato un ombrellino, ben aperto, con manico affusolato, quanto ci metterà la signorina in gonnellino rosa ad attraversare lo spazio che la separa dalla riuscita del suo numero?
L’indole della signorina non tragga in inganno, ella dimostra a sè stessa principalmente che può farcela e nonostante ogni difficoltà, che non vuole condurre questa impresa per un tornaconto personale.
Salire in alto e osservare da un’altra prospettiva la città sottostante è necessario per ritrovare un silenzio irreale e confrontarsi con le proprie paure.
La città che respira sotto è popolata di coccodrilli, che lamentano occasioni mancate, possibilità svanite. E popolata di clown che cercano di far piangere meno i coccodrilli e di condurli lentamente nello stagno, asciugando le loro lacrime e rubando loro un sorriso narcotico.
La città di sotto voglia essere considerata come metafora del paese in cui viviamo, la signorina qual briciolo di follia a rimanere che ci è rimasta , i coccodrilli come i nostri amatissimi connazionali, i clown come i nostri governanti.
Ecco, dati tutti questi dati, il candidato voglia esprimere con le sue teorie e con le applicazioni delle stesse la resistenza della fune e della signorina e il tempo necessario per percorrere la sua lunghezza, senza desistere e senza cadere.
Buon venerdì, di passione, a tutti, nani, ballerine ed equilibristi.

(E.)

per la musica da ascoltare: qui
Published in: on gennaio 18, 2008 at 9:50 am  Comments (18)  
Tags: ,