E non ci sei più

jambe-marlbo20copy

In una notte balorda fuori ché non volevo esserci. Una notte come altre in cui luci rincorrono luci, cartelloni altri cartelloni. Sotto i portoni e dietro i semafori.
Mi accorgo che questa città può essere davvero bella. Col naso all’insù. Con gli occhiali da vista e la voglia di scacciare le lacrime.
Bella che avresti voglia di mangiarla con la marmellata al mattino, con gli occhi semichiusi e la luce che sale piano, in un cielo incerto di una primavera stitica.
Burro e muri grigi, scarpe di corsa, strisce pedonali, luci gialle di notte e tetti indaffarati di giorno, che pare stiano lì ma solo per un breve periodo, poi dovranno andare.
Ed è di nuovo la stessa notte, una notte che sono andata a cercare, una notte di mani in tasca e di speriamo finisca presto.
Ed è sempre la stessa città a ferire e curare. Aprire e uscire, tornare o partire e non tornare.
Bella. Coi suoi palazzi grigi e certi alberi muti e dimenticati. Bella che mi dimentico perché vado e perché sono ancora in piedi e fuori.
(E.)

Annunci
Published in: on marzo 26, 2009 at 11:30 am  Comments (3)  
Tags: , , ,

Specchio d’acqua

la foto è di pneumeric, sotto vi prego di guardare ed ascoltare tryo “toi et moi”

Lo sguardo non è lo specchio dell’anima.
È l’anima stessa che si apre al mondo, nuda scalza e indifesa.
Attraversa questo mondo porco e bastardo.
È un attraversamento della realtà. Un transito terrestre.
E per chi pensa sia tutto qui e che l’anima svanisca come la carne in un attimo, lo sguardo rimane comunque effimero, un soffio da cogliere, un guizzo di passaggio.

Correre coi propri piedi e guardare le proprie piante nella corsa.
Il mondo che si specchia, il proprio mondo, mentre tutto il resto non si vede più.
Mentre per strada nessuno ti guarda e potresti morire adesso, o magari lo hai già fatto, e nessuno lo vedrebbe.
Con gli occhi spenti. D’acqua e di nuvole.
Scivolare.

(E.)

Published in: on settembre 30, 2008 at 9:52 am  Comments (15)  
Tags: , , ,