Otto per Mills

Tempo di dichiarazione di redditi, tempo infame per molti. Non l’ho mai vissuta così, forse perchè non ho mai avuto tanti soldi da poter dire che pago troppo. Botte da orbi e Torino pare in questi giorni l’unica parte d’Italia che non sia ipnotizzata da Letizia e Moratti. E dai soldi facili, da quelli che non si dichiarano e da quelli che paiono piovuti dal cielo. A miracol mostrare. Ma basta parlare del nostro Premier. Lasciamolo fare ai suoi avvocati. E alle sue televisioni. Ai suoi giornali. Ai suoi dipendenti. Ai suoi elettori.

100 euro di multa per aver detto “Ti vedo, Sarkozy”. Un professore di filosofia è stato multato di 100 euro dalla polizia giudiziaria, per aver gridato in cinque minuti una sessantina di volte (contate anche) quella frase durante una perquisizione della stazione di Marsiglia, costringendo la polizia che effettuava le perquisizioni ad interrompere (per molestie uditive?) la missione che stava svolgendo.

Ecco. Ogni tanto scopriamo che stanno peggio di noi. E sorrido ancora per l’imposizione che la sentenza diventi esecutiva dato l’ammontare dell’ammenda. Non si puo` fare appello se il valore non superi i 150 euro. Ogni tanto la magistratura non è contro il regime.

Mi sa che qualcuno va a farsi processare Oltralpe. Nel frattempo pensate ai vostri soldini e devolvete.

(E.)

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Published in: on maggio 20, 2009 at 9:37 am  Comments (8)  
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In a bar, under the sea

sotto la copertina del libro, disappointed in the sun, da ascoltare

Ricordo una casa di legno, nel torinese. E io scalza che guardo fuori, il monte di san michele, la campagna intorno, una luce fioca di un mattino di un sabato qualunque, dieci anni fa.
Ci sono storie che si accavallano e si costruiscono come se fossero vere, che a volte fai fatica a stabilire se lo siano o meno.
Ascoltavo questa canzone.
E ho costruito una specie di storia.
Avevo letto anni prima un libro di Benni, di ventiquattro racconti, con ventiquattro storie che fanno il verso al nostro modo di vivere, alla realtà che supera il surreale.
Insomma avevo immaginato una storia così.
Una libreria straniera, due belgi dentro che cercano l’ispirazione per un disco.
Ed ecco il bar sotto il mare e le sue storie, il cane, la pulce, il vecchietto, il barista.
Vengono quasi fuori le parole e la melodia, con un pianoforte in sottofondo, che quasi pare di sentire il barista che serve qualcosa, senza parlare della pioggia lì fuori.
Che la pioggia lava via e invece il mare entra, non puoi tenerlo fuori.

Fra i racconti questo:
C’era un uomo che non riusciva mai a terminare le cose che iniziava. Capì che non poteva andare avanti così. Perciò una mattina si alzò e disse: “Ho preso una decisione: d’ora in poi tutto quello che inizie…”

(E.)

P.s. aggiungo dopo segnalazione di Gds il link sul “leggosaviano”, iniziativa del 24 ottobre a napoli, cliccate qui per saperne di più, e se siete da quelle parti fateci un salto.
Published in: on ottobre 22, 2008 at 10:01 am  Comments (19)  
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