Old and wise

Cab chase - photo by *Loomax*
Cab chase – photo by *Loomax*

Tutti i tramonti la stessa cosa. Indipendentemente dal fatto se ci sia o no, se sia col naso all’insù o meno. Tutti gli uccelli danzano. Senza pudore, anche se nessuno di loro ha preso lezioni. Tutti insieme. Vorticosi, come se sfogassero tutti i loro canti, le loro volute, il loro sporco lavoro di tutto il giorno, fatto di beccate, di rami di alberi rinsecchiti dai tubi di scappamento. Scampati, come crostacei di scoglio, risparmiati al sauté. Oscurano il cielo quando passano, grigio che sia, si muovono ritmici, come se tutti sapessero dove stanno andando e che figura mostreranno in formazione. E le ombre, quelle che il mio occhio miope vede nei loro contorno, paiono allontanarli da tutto questo, come se non fossero di qui, non appartenessero a queste strade dove invece si agitano vite che cercano ragioni anche per fermarsi in coda in panetteria e che si affannano a chiamare un taxi che li terrà fermi dietro i finestrini. La loro invece è danza fine a se stessa. Che possa far dimenticare o semplicemente che sia rito istintuale. E tutte le volte, al tramonto, li immagino, anche se non posso vederli, e quando li vedo mi rammarico di non poterlo fare sempre. Come se liberandosi di queste strade e prendendo le curve del cielo, fosse possibile invecchiare saggiamente. E con le mani sfioro fili immaginari, come quelli dei panni stesi sui balconi, immaginando la musica che possa accompagnarli.

(E.)

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Published in: on novembre 19, 2009 at 11:08 am  Comments (8)  
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Pan, vin e zoca, lassa pur che’l fioca

ponti-rado

la foto è di giancarlo rado

Il veneto non ti accoglie, ma si fa prendere.
Ti bacia piano, sferzandoti le guance col vento più freddo della stagione.
Non teme il tuo giudizio, continua a scorrere nei suoi fiumi, a girare nei suoi mulini, a rimanere verde nei suoi prati e ad offrirti il suo vino per scaldarti.
E il ritorno è un tramonto da est ad ovest con le sue strisce accecanti ad indicare la strada verso casa.
Che nessuna dolcezza può essere comparata al sole che muore con i colori di cui tinge un cielo di novembre qualunque.
Giallo, poi arancio, poi rosa, poi violetto.
E poi le luci.
Sull’asfalto della serenissima.
(E.)

Published in: on novembre 24, 2008 at 10:00 am  Comments (10)  
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