Pan, vin e zoca, lassa pur che’l fioca

ponti-rado

la foto è di giancarlo rado

Il veneto non ti accoglie, ma si fa prendere.
Ti bacia piano, sferzandoti le guance col vento più freddo della stagione.
Non teme il tuo giudizio, continua a scorrere nei suoi fiumi, a girare nei suoi mulini, a rimanere verde nei suoi prati e ad offrirti il suo vino per scaldarti.
E il ritorno è un tramonto da est ad ovest con le sue strisce accecanti ad indicare la strada verso casa.
Che nessuna dolcezza può essere comparata al sole che muore con i colori di cui tinge un cielo di novembre qualunque.
Giallo, poi arancio, poi rosa, poi violetto.
E poi le luci.
Sull’asfalto della serenissima.
(E.)

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Published in: on novembre 24, 2008 at 10:00 am  Comments (10)  
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