Stati di colore

Sui campi abbandonati sul ciglio della strada si alza un velo compatto di bianco. Le mattine di gennaio sono così, bizzarre e scostanti, come una donna. Si alzano col sole e intiepidiscono le case, scaldano i colori degli intonaci, pallidamente li fanno arrossire di lontano mentre i navigli come vermiciattoli sono coperti da piccole nubi, come azoto liquido, che vorresti sfiorare con le dita per percepirne la consistenza.
Il cielo è una speranza, con fazzoletti sparsi di varie forme, pronti a raccogliere le lacrime del mattino, pronti ad ammorbidire la caduta sull’asfalto del colore, che si ingrigisce e si fa cupo, mentre ruote infelici lo trapassano veloci.
Un giallo gassoso trafigge i vetri delle case e le illumina di giorno, sveglia i gerani infreddoliti e scosta le tende. Le lenzuola stese si muovono piano, pesanti di umidità, cariche di aria satura di tubi di scappamento.
Il verde solido si fa più nitido a tratti, laddove il velo bianco e paterno lascia la terra per sciogliersi al sole.
Un aereo passa incurante e confonde i suoni di due voci che si salutano.
Il mattino scorre piano, mentre tutto il resto intorno va e non si ferma a guardarlo, col suo oro in bocca e la sua voglia di caffè.
E il contrasto stupisce, fra la natura che dirompe lenta e incosciente e l’umanità che sbadigliando inizia a correre come la gazzella nella savana.

(E.)

sotto le biglie: yellow
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Published in: on gennaio 30, 2008 at 8:42 am  Comments (12)  
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