Sbronze

sotto le porte di Patrick Smith, Walking in the rain – Grace Jones

Mi sono ubriacata di Michael Jackson. Mi sono ubriacata di cose inutili, di iniezioni inconsapevoli. Mi sono chiesta perché niente è cambiato da quando ero piccina. Ho sentito dire che gli anni ottanta sono stati gli anni più trasgressivi, quelli in cui tutte le devianze sono uscite allo scoperto. Mi sono chiesta come mai questa ignoranza venga iniettata a così alte dosi e quali siano gli altri effetti collaterali. Oltre agli effetti desiderati. Ho bevuto sorsi di Socrate per controbilanciare. Ho sorseggiato una cedrata per stemperare tutto quell’alcool. E ho aggiunto due gocce di Wilde, così per non smettere del tutto. Ho pianto sulle tombe della cultura, dell’arte e della scienza, ormai rimaste senza fiori.

(E.)

(penso ai morti senza folla di sotto a piangere, i morti di teheran)
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Published in: on giugno 29, 2009 at 9:56 am  Comments (13)  
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Un mondo senza ICI

la foto è di sga77

Ondate di calore.
Siamo sotto la Spagna, ma nella media europea, così dicono.
Che fossimo sotto la Spagna ce n’eravamo accorti, purtroppo, due sere fa.
Che Zapatero fosse meglio dell’ultimo dei nostri non credo ci fossero dubbi. Credo lo sarebbe di uno qualunque a caso.
La nuova classe politica dovrebbe essere come la nostra futura nazionale.
Giovani promesse e fuori i vecchietti, che tanto hanno dato, ma che sinceramente hanno anche fatto il loro tempo, per dirla con gentilezza. Ma le giovani promesse sono naturalizzate, tocca fare un giro per parlamenti esteri.
Caldo e orrore.
Tifoni sull’Iran dopo le Filippine. Questa volta non metereologici.
Venti anni fa gli americani scoprirono l’effetto serra. Prima di allora si chiamava sauna globale. Come avremmo fatto senza questo nome molto più dignitoso?
Il mondo va alla malora, lo dice il fatto che adesso fa un caldo boia e giorni fa faceva un freddo becco.
E le balene continuano ad essere sterminate. Ma solo perchè mangiano i pesci piccoli. E perchè occupano tanto di quello spazio che sarebbe il caso di far pagare a loro l’ICI, semmai.
Ondate di maree nere.
Betoniere incriminate dopo venticinque anni per aver inghiottito corpi di giovani sequestrate. Entro la fine dell’estate si prevedono incriminazioni per i bisturi utilizzati al Santa Rita. Unici colpevoli di reati.
Il bel Ghedini lavora per noi. Gli altri remano contro e se continueranno così le calotte polari si scioglieranno su di noi e ingoieranno il CSM e tutti i filistei.
Il mondo va alla rovescia.
Chi giudica vada giudicato e chi legifera vada santificato.
Nessuno tocchi i vertici, chè si sa quando levi la chiave la volta casca giù come sbriciolandosi.
Basta briciole che non sapremmo dove metterle!
Pensiamo a dove mettere i giudici. Agnano pare una buona soluzione.
(E.)

Published in: on giugno 24, 2008 at 9:46 am  Comments (16)  
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Clan-destino

la foto è di Giancarlo Rado

“…Fantasma en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad…”

I cecchini piazzati nei punti strategici, a controllo delle porzioni di aria libere, a protezione dell’incolumità delle Personalità. La Nazione ospitante non è responsabile per gli accrediti non dati ai giornalisti. Capi di Stato in successione, sorridenti come fosse una giornata di premiazione e invece si parla di fame, della sempre crescente difficoltà di procurarsi i cereali, i beni primari.
Ma si condanna: non si stringono le mani ad Ahmadinejad.
L’ipocrisia fluttua nelle stanze delle conferenze stampa. Non si può accettare chi voglia cancellare Israele dalla faccia della terra!
Eppure l’Italia e i suoi imprenditori fanno affari con Ahmadinejad e il suo Paese. E nessuno che abbia detto: nessuno faccia affari con questa gente! Questo no, questo non è il caso di dirlo. Non si può. Non c’è tempo per alzare polveroni. Che se ne vada piuttosto e che qualcuno pensi a zittirlo una volta per tutte.
E la scalinata si tinge di nero: nessuno tocchi Israele.
E se in nome di questo delirio morissero tanti iraniani indifesi? Se gli Stati Uniti, sull’onda di questo consenso sdegnato, aprissero il conflitto tante volte minacciato? Riusciremmo a condividerlo?
E il tempo invece è propizio per dimostrarsi comprensivi e magnanimi, in un coup de théâtre che profuma di Chiesa e di Nazioni Unite.
Una marcia indietro verso la comprensione. Aggravante non reato. Il clandestino non è reo ma se commetta reato si trovi la giusta pena assommandone la componente clandestinità.
La Lega sbigottita, Gasparri balbettante. La calda estate del tira e molla temo abbia inizio. E l’autunno del nostro scontento lascerà il ricordo della primavera delle promesse.
La faccia va preservata, ma resta da valutare la scelta di quale.
Chi non ne ha mai avuta, dubito possa noleggiarne una.
Aperture e chiusure. In una sorta di conflitto latente.
Di micce ce ne sono da vendere. I cerini speriamo non li trovino.
(E.)

Published in: on giugno 4, 2008 at 7:52 am  Comments (23)  
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