Ordinary people

caracol - snail - photo by pedro pacheco

Propositi di inizi che tardano ad arrivare, trascinati su strade che non vogliamo più percorrere, ci piacerebbe prenderne una diversa una volta e vedere dove ti porta. Accontentarsi. Che pare un miracolo quasi, che significa che già qualcosa si ha e allora non si può chiedere oltre. Decadenza intellettuale. Decadenza. Come prescrizione, come perdita, come allontamento. Gli uomini invecchiano, si deteriorano, terminano. E quindi basterebbe riuscire a distinguere l’essenziale dal superfluo per smettere di perdere tempo con inutilità e prendere tutto il tempo che abbiamo e farne qualcosa di buono. Che il tempo non lo acciuffo nemmeno se corro da forsennata. Che se tutte le mattine trovo lo stesso sguardo allo specchio forse dovrei far qualcosa per cambiarlo. Cambiare punto di vista, liberare qualche scaffale, fare una cernita dei vestiti e tuffare tutto come un biscotto da thè nel tempo che rimane. Fare spazio per il tempo che rimane. E camminare apparentemente come gente ordinaria senza il tempo che soffia intorno.

(E.)

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Cima

cartagena - pedro pacheco

cartagena - pedro pacheco

Un passo dietro l’altro, mattina fresca di edera arrampicata, di ciottoli sotto i piedi.
Un passo di danza immaginato. Per pudore d’essere osservata.
Occhi socchiusi solo per intuire i passi e per non perdere la luce giusta.
E in mezzo ai palazzi, freschi di mattino, di vetri puliti e di nuvole riflesse dentro, arriva l’odore del mare.
Come se arrivasse di lontano, ma venisse vicino a sussurrare ad ogni passo.
Un ricordo di mare a curare questi passi, stanchi.
Un’ illusione di pace di amaca.
Come a Favignana, in quel giardinetto spogliato dal sole, prendere un fresco improvviso dopo una corsa in bicicletta.
Certe mattine sono come porte.
Inaspettatamente la maniglia si gira e un sorriso cieco ti porta soffi di iodio.
E dimenticare tutto, come se tutto fosse curato d’improvviso e una cima fosse stata lanciata poco prima di cadere giu`.
(E.)
Published in: on luglio 10, 2009 at 9:09 am  Comments (4)  
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Chi non muore

Manifestación a favor de la Neutralidad en la Red en Madrid, 24 de Mayo de 2009, Plaza del Rey – foto di Pedro Pacheco – sotto “ain’t no mountain high enough”

Chi fa la spia
Chi non risica
Chi lascia la strada vecchia
Chi la fa
Chi dorme

Ci promettiamo la vita eterna, ascoltiamo chi ci dice che gia` quella che abbiamo e` meglio di quella di tutti gli altri.
Il nostro e` un problema psicologico.
Basta una crociera e tutto passa.
Queer eye for the straight guy.
(E.)

Milonga

la foto e l’emozione sono di Pedro Pacheco, cliccare sotto per sentire il bandoneon

Si può essere soli come una sedia. In una stanza dimenticata.
Lieti di avere quattro gambe, per poter ballare senza un compagno.
Si può scivolare sulle curve e non arrivare mai al traguardo.
Ché la corsa non sempre è bello finisca. Spesso la corsa è tutto quanto.
È il senso del tutto.
E quando finisce resta la vernice nera e il silenzio.

Si può fermare tutto. E respirare profondo.

Ma solo se la musica non smette. Nel frattempo.

(E.)

Published in: on ottobre 30, 2008 at 10:34 am  Comments (10)  
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Solitario

la foto è di pedro pacheco, deliziosa, come sempre, sotto da ascoltare i fun lovin’ criminals

Mostrare la propria parte migliore.
Questo viene naturale. Come quando si passa davanti allo specchio prima di uscire.
Che si tende a mascherare i propri difetti, le proprie mancanze, anche se si crede di non farlo.
Feroci con noi stessi e feroci con gli altri. In una sorta di lotta da savana, in cui vince chi non rimane solo però. E il perdente rotola, come un cappello vecchio.
Ma quanta poesia in quel rotolare. Solitario e elegante.
Come una danza del cigno prima di morire. Sinuosa e fiera.
In un mondo che punisce il debole, che lo annienta e lo distrugge, io raccolgo quel cappello.
E lo metto in testa prima di partire.
(E.)

P.s. mi assenterò per qualche giorno, nel frattempo rotolerò a Roma.
Published in: on ottobre 16, 2008 at 9:24 am  Comments (25)  
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